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Polizia postale, piano di chiusura confermato: Sap attacca

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Da Roma arrivano conferme sulla volontà di chiudere numerosi uffici di polizia a livello nazionale, fra cui quello della polizia postale di Cremona, che nelle intenzioni verrebbe accorpato in Questura. Il piano viene ampiamente criticato dal sindacato di polizia Sap. La segreteria provinciale è netta: “No, prima bisogna procedere a una riforma dell’apparato della sicurezza e poi discuteremo di altro”.

A livello nazionale “giovedì 6 novembre – fa sapere il Sap Cremona, guidato da Gianluca Epicoco – si è tenuto l’incontro per la chiusura preannunciata alcuni mesi fa di circa 267 uffici di polizia”. “Nelle intenzioni del Dipartimento – aggiunge il sindacato – le chiusure dovranno avvenire entro i primi mesi del prossimo anno. Innanzi tutto rileviamo che nel provvedimenti non saranno inseriti gli 11 Commissariati di Polizia individuati nel precedente elenco e che quindi parte della manovra di contrasto messa in atto dal Sap è andata a buon fine”.

“Per quanto riguarda le Specialità della Polizia di Stato e le Unità Speciali, invece, le novità sono assolutamente negative – sottolinea il sindacato -. Il tentativo di far passare la manovra per un progetto di rimodulazione finalizzato al miglioramento dei servizi non trova alcun riscontro oggettivo se non quello di segno opposto che palesa una chiara, evidente e netta sforbiciata nello spirito della spending review”.

“Il Sap  – in conclusione – ha già manifestato chiaramente che non ha alcuna intenzione di avvallare il progetto enunciato, poiché prima si deve necessariamente procedere ad una riforma dell’apparato della sicurezza che riduca i corpi di polizia e le burocrazie. Poi saremo disposti a discutere del resto”.

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