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Rassegna di teatro, musica e cinema nel carcere di Cremona

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Finalmente anche il carcere di Cremona esce dai propri confini, rompendo i ritmi forzati dell’ambiente carcerario, con una rassegna di teatro, musica e cinema intitolata “Belli dentro”, che si svolgerà nel mese di novembre. Sarà l’occasione per dare ufficialmente avvio ai percorsi catechistici proposti dalla Cappellania a tutte le sezioni del carcere. Primo dei quattro appuntamenti, promossi in sinergia con la Federazione Oratori Cremonesi, martedì 11 novembre con lo spettacolo “Come una conchiglia di montagna”.

Come spiega il sito della Diocesi, la Federazione Oratori Cremonesi ha accolto con entusiasmo la richiesta giunta dalla Cappellania del carcere con un duplice obiettivo. “All’interno del carcere – spiega il cappellano don Roberto Musa – c’è bisogno di presenze vive, che possano portare un po’ di entusiasmo, per cercare di smuovere una situazione di staticità forzata che quasi naturalmente porta a un adagiarsi negativo in una quotidianità cadenzata da ritmi sempre uguali. Così abbiamo chiesta alla F.O.Cr. la presenza di giovani in carcere. Una presenza dirompente che rappresenta una novità assoluta”.

Ma il beneficio non sarà solo per i reclusi nella struttura di via Palosca. “Potrà essere una bella occasione – prosegue don Musa – anche per i ragazzi, per mettersi in gioco in una realtà complessa”. Il progetto della Cappellania, che naturalmente ha ricevuto il benestare della direzione del carcere di Ca’ del Ferro da parte del direttore reggente Maria Gabriella Lusi, sarà anche l’occasione concreta per rilanciare la proposta catechistica e le altre attività formative.

Quattro gli eventi in calendario, occasione per anticipare alcuni dei temi che saranno sviluppati durante l’anno.  Ad aprire la rassegna nel pomeriggio di martedì 11 novembre sarà “La Compagnia dei piccoli” di Cremona con lo spettacolo teatrale “Come una conchiglia di montagna” (nella foto) di e con Mattia Cabrini e Marco Rossetti, affiancati da Giacomo Ruggeri che proporrà musiche dal vivo. L’attenzione si focalizzerà sul tema della paternità attraverso una barca in viaggio e un albero di bastoni che compongono il disegno di uno spazio surreale dai confini indefiniti abitato solo dalla relazione padre e figlio, centro della scena. In viaggio due personaggi assurdi cercano un capitano che dia loro una direzione verso il diventare. Una relazione complessa e densa di vissuti che viene raccontata come flash nella memoria e che trova casa nella mente arredata dello spettatore. Una relazione giocata sugli estremi tra lotta e tenerezza, distanza e consegna, assenza ed eredità. Gli attori cambiano continuamente personaggio passando da un registro più esplicito ad un altro più astratto e meta-teatrale mettendo così in scena la complessità della relazione padre e figlio perché in teatro, come nella vita, non tutto è comprensibile, ma tutto è rappresentabile. Si tratta di una prima assoluta di questo spettacolo che sarà proposto ufficialmente in occasione della veglia delle Palme.

Secondo appuntamento venerdì 14 novembre con il coro Effatà dell’oratorio di Calcio (Bg) che con canzoni, parti recitate e letture reinterpreterà “Il circo della farfalla”, il cortometraggio del 2009 diretto da Joshua Weigel. L’occasione per riscoprire, attraverso la metafora della trasformazione, il tema del talento.

Sabato 22 novembre sarà proposto il film Gran Torino (2008) diretto e interpretato da Clint Eastwood. La storia di Walt Kowalski, un veterano della guerra di Corea, da tempo in pensione, che si impegna per cercare di raddrizzare la vita al suo giovane vicino, un ragazzo asiatico senza padre che ha cercato di rubargli l’auto, una prestigiosa Ford Gran Torino del 1972, per riuscire a essere ammesso in una gang giovanile.

Sabato 29 novembre all’interno di Ca’ del Ferro approderà il progetto RapGesùCristico, nato nel 2010 come strumento di evangelizzazione e per far conoscere la realtà del Villaggio Paolo VI Gaver, fondato da don Dino Foglio, e la corrente carismatica del Rinnovamento nello Spirito Santo. Si tratta di un progetto senza alcun fine commerciale, anzi, vuol essere un laboratorio che unisca idee, musicisti e persone. Protagonista sarà il dj Luca Maffi, 28enne bresciano di nascita e cremonese d’adozione (abita a Vicomoscano di Casalmaggiore), da sempre interessato al ritmo e al controllo dei suoni (ha iniziato la propria carriera come dj nelle discoteche), che dopo alcuni eventi drammatici ha trasformato la propria passione in una vera testimonianza di fede. Da allora Luca non vive più la musica come un vortice di perdizione, ma come uno strumento per testimoniare Cristo. La sua sarà una testimonianza tra racconti, parole e musica.

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