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Piena del Po, transennata la strada delle canottieri. Paura per l'Oglio

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Foto Sessa

Continua a crescere il fiume Po. Una piena che si prevede più lunga della precedente, il che potrebbe rappresentare una buona notizia, perché l’innalzamento delle acque sarà meno “violento” e meglio gestibile. La situazione è tuttavia meritevole della massima allerta, come evidenzia anche la Coldiretti Lombardia, che fa il punto della situazione meteorologica, in un territorio con fiumi e torrenti ingrossati, allagamenti nelle golene, laghi fuori dall’alveo, smottamenti e campi “affogati”. “Nel Cremonese il fiume Adda è uscito tra Formigara, Pizzighettone e Crotta allagando i campi delle golene, mentre l’Oglio è esondato a Castelvisconti, nel soresinese, invadendo campi coltivati a cereali autunno-vernini e prati” fa sapere l’associazione -. L’ondata di maltempo sottolinea l’importanza di una riflessione su quei progetti che incidono sull’equilibrio idrografico come, ad esempio, le due maxi centrali idroelettriche proposte sull’Adda, fra le province di Lodi e Cremona, che prevedono l’innalzamento del livello del fiume lungo l’asse che tocca i comuni di Castelnuovo, Bertonico, Gombito, Ripalta Arpina, Montodine, Moscazzano, Turano, Crotta d’Adda e Castiglione”.

A Casalmaggiore mercoledì mattina l’acqua era uscita dal primo argine, in zona Lido Po invadendo la strada solitamente percorsa dalle auto. Molti i curiosi che si sono avvicinati al punto dell’allagamento per scattare le classiche foto, chi arrivando a piedi chi invece con le auto perché le transenne che segnalano il pericolo, verso le 11.30, erano state spostate da qualcuno, dato che in realtà la zona è stata chiusa già dalla notte. Intanto si sta svolgendo in queste ore un vertice in Prefettura a Cremona, una vera e propria cabina di regia, che vedrà la partecipazione dell’ingegner Enrico Rossi per il comune di Casalmaggiore.

Va detto, comunque, che la piena si sta normalizzando, anzi quasi esaurendo, perché gli affluenti principali come l’Adda e il Taro sono già in fase di calo. Non si fermano invece il Ticino e alcuni affluenti piemontesi, ma alle 13 di mercoledì la situazione era sotto controllo. Il Po cresce infatti di 5-6 centimetri all’ora al Ponte della Becca (confluenza Po-Ticino), dove spingono i fiumi del Piemonte, mentre a Casalmaggiore ora la crescita è di 1-2 centimetri all’ora. Più rapida la crescita nel pomeriggio di martedì (anche 20 centimetri all’ora) e in serata (6-8 centimetri all’ora). La previsione per il massimo di piena è fissato a 4.60 metri circa, tenendo conto che è questa anche la soglia del secondo livello di criticità stabilito da Aipo. Al momento il Po misura 4.34 metri: alla mezzanotte di martedì misurava 4.10 centimetri, dunque in dodici ore è cresciuto “soltanto” di 25 centimetri. Più pericolosa, ma comunque tranquilla, la situazione a Boretto, dove il Po ha raggiunto quota 5.44, tenendo conto che il secondo livello di guardia è fissato a 5.50. A Cremona invece il dato è di 1,50 metri sopra lo zero idrometrico, ancora ben lontano dal livello di prima allerta, fissato a 2,70 metri sopra lo zero idrometrico. Tuttavia, a scopo precauzionale, il vialetto antistante le società canottieri è già stato transennato per evitare l’accesso a qualche cittadino incauto. Molti sono infatti i curiosi che ad ogni ora del giorno e della sera si recano lungo il grande fiume, per osservarne con un po’ di timore l’evoluzione.

Le vere preoccupazioni, tuttavia, riguardano l’Oglio: il fiume a Calvatone è cresciuto di 1.40 metri in una notte sola, o meglio in dodici ore. Il ponte che porta ad Acquanegra è stato chiuso nel tardo pomeriggio di martedì, perché l’allerta viene segnalata non appena l’acqua copre un paio di metri dei pilastri del ponte stesso. Ora il livello dell’Oglio copre 3.40 metri dei piloni. L’Oglio sembra ora più stabile, ma a Calvatone la situazione non è del tutto tranquillizzante, così come a Marcaria, dove l’Oglio ha raggiunto quota 5.07 e dunque si vive una situazione di piena allerta. In dodici ore, a Marcaria, il fiume è cresciuto di un metro. Tornando a Calvatone, a preoccupare è soprattutto il Chiese: a Ostiano infatti l’Oglio è in decrescita, ma nel comune Casalasco, a differenza del comune cremonese, va valutata anche la portata dell’affluente che passa dalla zona di Acquanegra e lambisce il comprensorio.

“Il Comune sta seguendo l’evolversi della situazione – fa sapere l’assessore Alessia Manfredini -. Oggi con il dirigente Marco Pagliarini abbiamo partecipato al tavolo convocato dalla Prefettura. I livelli idrometrici stanno registrando nelle ultime ore un lento aumento, ma la situazione è sotto controllo. A scopo precauzionale la strada che costeggia il Po e le Canottieri è stata chiusa. Il Comune monitorerà la situazione anche nelle prossime ore, tenendo uno stretto contatto con Prefettura, Aipo e organi di competenza”.

 

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