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Po a +3,60 Si teme che l'acqua arrivi al camping

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Nel tardo pomeriggio del 13 novembre non è ancora arrivata la prevista ondata di piena del Po, che nel tratto prima di Pavia, stando alle rilevazioni Aipo, sta iniziando a defluire.  A Cremona la piena è attesa per le prime ore di domani, 14 novembre, secondo le ultime informazioni diramate dal capo della Protezione Civile del Comune, Marco Pagliarini. “E’ prevedibile che rispetto al livello attuale, l’acqua si alzerà di una settantina di centimetri”, spiega Pagliarini, il che significa allagamento delle canottieri (al momento l’acqua ha soltanto invaso lungo Po Europa). Settanta cm in più significa che alla fine verrà raggiunto un livello di circa 4 metri: sufficienti per invadere anche le Colonie Padane e quindi il campeggio, il che creerebbe qualche problema ai camper che stanno arrivando per la Festa del Torrone. “Faremo di tutto per evitare che l’acqua vi entri”, afferma ancora il dirigente. “A questo scopo stiamo montando tubi gonfiati ad aria che costituiscono una sorta di argine artificiale”. Al di là di questo, che è un problema anche economico (la Festa del Torrone è il clou delle manifestazioni annuali), il problema più grosso finora arrecato dal maltempo a Cremona è il cedimento dell’argine maestro nei pressi del porto canale. Quasi sicuramente è stato causato dal transito di un mezzo pesante, a giudicare dalle tracce di ruote rimaste sul terreno. Un mezzo che non avrebbe dovuto passare di lì perchè il transito è inibito ormai da diversi anni. Il terreno sottostante l’argine era impregnato dell’acqua caduta incessantemente per 24 ore nella giornata di mercoledì.

Sembrano tenere invece quasi tutti i corsi d’acqua minori, a cominciare dal Naviglio civico in zona Negroni, giunto quasi al limite, ma non tracimato. Cosa che invece è successa al Cambonino, dove la roggia Cavo è uscita dalle sponde. La protezione civile è intervenuta anche qui con tubi gonfiati, mettendo in sicurezza buona parte delle parti basse delle abitazioni.

Nel tardo pomeriggio di giovedì il Po, tenuto d’occhio da decine di sguardi curiosi oltre che dagli addetti ai lavori,  aveva raggiunto il secondo livello di allerta, fissato a tre metri e trenta (preallarme massimo). Allagate le zone golenali, ma situazione  sotto controllo. Il sindaco Gianluca Galimberti nel primo pomeriggio si è recato per un sopralluogo in alcuni alcuni dei punti più critici della città, accompagnato dall’Assessore alla Città vivibile e alla Rigenerazione urbana Barbara Manfredini, dal comandante della Polizia Locale Pierluigi Sforza e dal vicecomandante Roberto Ferrari, in stretto contatto con l’Assessore al Territorio e alla Salute Alessia Manfredini e il dirigente Pagliarini (contemporaneamente impegnati in un incontro in Prefettura). Galimberti ha preso atto della situazione  sotto il ponte di Po, al parco, in via Riglio dove è ceduta la porzione di argine, al naviglio in zona S. Ambrogio e in via Castelverde, zona Cambonino. Continuerà anche nelle prossime ore il monitoraggio da parte dell’Amministrazione, dei tecnici del Comune e degli agenti della Polizia Locale, in sinergia con Prefettura, Aipo, Vigili del Fuoco e Protezione civile.

Già a metà giornata l’Aipo (agenzia interregionale del Po) avvertiva che “a causa della persistenza e intensità delle precipitazioni e del significativo apporto degli affluenti, il Po è ulteriormente cresciuto nelle ultime 12 ore nel suo tratto mediano e si prevedono nuovi incrementi nelle prossime 24-48 ore. Nel tratto tra Casalmaggiore e Borgoforte la piena è prossima a livelli di criticità elevata (livello 3 di criticità) e si prevede che nell’arco delle prossime 48 ore la criticità elevata vada ad interessare tutto il tratto da Casalmaggiore al Delta. Nel tratto lombardo/emiliano più a monte i livelli si attestano su valori di moderata criticità (livello 2). Sono già in parte interessate e lo saranno sempre di più le golene aperte e non si può escludere l’interessamento anche delle arginature delle golene chiuse”.

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