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Pugnoli si è dimesso La palla passa a Vacchelli Successione al buio

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Passata la festività di S. Omobono, questa mattina 14 novembre il presidente dell’Ascom Claudio Pugnoli ha consegnato la lettera delle sue dimissioni irrevocabili al presidente vicario Sergio Vacchelli. Sarà lui a traghettare il consiglio direttivo verso la nomina del successore. Quello stesso direttivo che, a larga maggioranza, il 6 novembre aveva sfiduciato il presidente in carica da una decina d’anni e che era appena stato confermato alla presidenza nel maggio 2013. Il lento logorio era iniziato proprio a ridosso di questa nomina, con la mancata elezione nella Giunta della Camera di Commercio. Un segnale grave, indicativo della mancanza di coesione all’interno della categoria e di un calo di ‘peso’ dell’Ascom a livello provinciale. Ma con le dimissioni non è che lo scenario si sia molto schiarito. Nella lettera di sfiducia firmata da quattro degli otto componenti di Giunta, Pugnoli escluso, e cioè  (Corrà, Casarin, Bossi, Badioni), si afferma che nessuno è interessato alle poltrone e che non vi sono ambizioni di presidenza; si fa anche riferimento all’ipotesi di una gestione collegiale, che però, a norma di statuto, non può prescindere dalla nomina di un presidente. E’ lo stesso consiglio direttivo a doverlo eleggere e la sua convocazione è nelle mani del presidente facente funzioni, Vacchelli appunto. Il problema è che all’interno del direttivo, costituito dai presidenti dei singoli gruppi, non è emersa finora la figura di un leader alternativo che possa raccogliere i consensi e soddisfare le aspettative della base, ossia il commercio cremonese. Cittadino e anche provinciale, visto che Pugnoli aveva puntato molto sull’espansione territoriale dell’associazione, anche a costo di uno sforzo finanziario notevole. La sede di Crema, che secondo molti non ha dato i frutti sperati, ne è un esempio.

Un’altra incognita, strettamente collegata alla decadenza di Pugnoli, è rappresentata dall’attuale direttore Paolo Regina. Era stato chiamato a Cremona dallo stesso Pugnoli, per sostituire l’interna Laura Guglia, contro il parere di alcuni membri del direttivo, ma i rapporti tra i due si erano da tempo raffreddati. Sopravviverà alla caduta di chi lo aveva voluto a dirigere la sede cremonese?

Al momento non sembra esserci aria di grande rinnovamento dentro Confcommercio locale, rinnovamento che probabilmente potrebbe arrivare solo da un azzeramento integrale di un direttivo, che negli ultimi dieci anni ha sempre avvallato le scelte del presidente, chi più chi meno. Servirebbe una ripartenza dalla base, insomma, dando la parola agli iscritti per il rinnovo delle presidenze di gruppo. Ma la domanda è:  i commercianti hanno voglia di partecipare alla vita associativa? E l’impresa famigliare ha ancora un ruolo da giocare, schiacciata com’è da e-commerce e grande distribuzione?

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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