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Iori accusato di truffa all'ospedale, sfilano gli ultimi testi

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Sfilata di altri testimoni, nel processo davanti al giudice Francesco Sora contro Maurizio Iori, l’ex primario di Oculistica dell’ospedale di Crema già condannato all’ergastolo per duplice omicidio e in questo caso accusato di truffa ai danni dell’ospedale. Il medico è accusato di aver timbrato la scheda magnetica, attestando “falsamente la propria presenza in ufficio”. Secondo il direttore dell’ospedale Luigi Ablondi, sentito come teste durante la scorsa udienza, Iori era primario facente funzioni e aveva l’obbligo di timbratura.

L’attività di riscontro da parte degli investigatori era stata effettuata incrociando i dati degli ingressi e delle uscite dall’ospedale, i tabulati telefonici e le tracce del telepass della Chrysler Grand Voyager nera che Iori aveva in uso. In diverse occasioni, dal primo gennaio del 2011 fino al 14 ottobre dello stesso anno, data dell’arresto per il duplice omicidio, l’imputato si trovava in luoghi diversi (Lodi, Somma Campagna, Manerbio), mentre risultava in servizio e presente all’interno dell’ospedale di Crema.

Oggi in aula sono stati sentiti i testimoni della difesa, rappresentata dagli avvocati Elena Frigo e Michele Bontempi. “Il 18 gennaio del 2011 alle 11 del mattino l’ho incontrato a Brescia”, ha raccontato Francesco Semeraro, direttore dell’Unità operativa universitaria di Oculistica. “Lo ricordo perché avevo segnato l’appuntamento sull’agenda. Ci siamo incontrati perché voleva parlarmi di alcuni progetti di collaborazione tra i nostri due reparti. In quell’occasione mi aveva anche invitato a due convegni organizzati da lui”.

A Milano, invece, Iori ci era andato per incontrarsi con il brigadiere generale medico dell’ospedale militare con cui aveva parlato della possibilità di organizzare un convegno. “Era maggio del 2011”, ha ricordato il teste.

Sentita anche una collega di Iori dell’ospedale di Crema. “Era un bravo medico, come facente funzioni ha portato tanti clienti”. “Se c’era un convegno all’esterno ? Se si esce si timbra”, ha detto la testimone rispondendo ad una domanda del pm. “Io come dipendente dovevo timbrare. E’ una regola dell’ospedale”.

Secondo l’accusa, il 16 luglio del 2011, anche se risultava presente all’interno dell’ospedale, dalle 7.22 alle 17.54 Iori era a Carugate e a Pieve Fissiraga ad effettuare gli acquisti che gli sarebbero serviti per preparare il delitto dell’ex compagna Claudia Ornesi e della loro figlioletta Livia. Si torna in aula per la sentenza il prossimo 3 dicembre.

Per il duplice omicidio, commesso la sera del 20 luglio del 2011, il medico cremasco è stato condannato all’ergastolo sia in primo grado che in appello. Il ricorso in Cassazione è già stato depositato. Nel procedimento penale per truffa, l’ospedale di Crema è parte civile attraverso l’avvocato Gian Pietro Gennari. Intanto, nel giudizio civile, il giudice del lavoro di Cremona ha respinto il ricorso dell’imputato, dando ragione all’ospedale e confermando il suo licenziamento.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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