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Nata la nuova Aler Sul cremonese 88 case verso recupero

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E’ nata ufficialmente ieri, con sede a Brescia, la nuova Aler che accorpa le aziende di Brescia, Cremona e Mantova. Si tratta del primo accorpamento avvenuto in Lombardia, secondo le indicazioni della Regione che ha inteso ridurre a cinque le Aziende per l’edilizia residenziale pubblica, facendo sparire  – come ha sottolineato l’assessore regionale alla Casa, Paola Bulbarelli – i tredici Consigli di amministrazione, dei quali si è sempre dichiarata “avversaria”. Questo e grazie ad una serie di opportuni accorgimenti, porterà ad  un risparmio complessivo di circa tre milioni di euro l’anno  quando la riforma sarà completamente a regime. L’assessore Bulbarelli è intervenuta il 25 novembre, poche ore dopo la firma dell’atto costitutivo davanti al notaio, alla conferenza stampa, nella sede Aler di Brescia – sede ufficiale anche della nuova Azienda – nel corso della quale è stata presentata la nuova realtà.

La nuova azienda è amministrata da un unico presidente, Emidio Ettore Isacchini (che è anche presidente nazionale di Federcasa)  e dai direttori generali delle tre province tra cui il cremonese Maurizio Boldori. Isacchini ha sottolineato come la riforma delle Aler sia stata voluta nell’interesse dei cittadini;  le risorse che verranno dai risparmi serviranno, infatti, ad accrescere numero e qualità dei servizi, a cominciare dalla manutenzione. “E’ un’altra sfida importante” ha ribadito il presidente. “Aler Brescia – Cremona – Mantova sono in controtendenza rispetto ad altri andamenti: non ha problemi economici, il bilancio rimarrà positivo, nonostante una pressione fiscale sempre più pesante”. Con l’accorpamento, diventano oltre 21 mila gli alloggi da amministrare (circa 14  mila di proprietà, oltre 7mila in gestione per conto dei Comuni capoluogo e di altri delle tre province), “ma i problemi maggiori sono quelli di riuscire a mantenere i contatti con le amministrazioni locali, i sindaci, le forze sociali. Non intendiamo, infatti, snaturare la capacità dell’Aler di conservare un rapporto sociale molto forte con il territorio” ha concluso Isacchini, che si è soffermato anche su altro tema caldo: quello delle occupazioni abusive di alloggi Aler. Il problema riguarda in modo drammatico soprattutto Milano: “Nella nostra Azienda unificata i casi si contano sulle punte di una mano e non destano preoccupazioni per la tempestività con la quale si interviene in modo risolutivo”.

La fusione sarà ufficialmente operativa dal prossimo 1 gennaio, ma il rogito davanti al notaio è già avvenuto e, di fatto, il bresciano Ettore Isacchini è già presidente della nuova super azienda che avrà la sua sede primaria in viale Europa 68. 14.800 sono gli alloggi di proprietà (7.100 da Brescia, 4.000 da Cremona e 3.500 da Mantova) e 6.500 in gestione (3.900 Brescia, 1.7000 Cremona e 900 Mantova). “Siamo stati i primi in Lombardia ad adempiere alla legge regionale che ha riformato la governance delle Aler – afferma Isacchini -, è stata un’operazione complessa perché ha comportato una verifica complessiva di tutti gli alloggi e anche delle situazioni catastali. Per il 2014 sono stati stanziati 2,5 milioni di euro per il recupero degli alloggi sfitti che in tutto sono 218 fra Aler e Comuni (87 a Mantova, 43 a Brescia e 88 a Cremona). “Entro dicembre – ha detto ancora l’assessore – metteremo mano alla seconda parte della legge 27 per lavorare sulle assegnazioni, sui requisiti di accesso e sui canoni”.

La nuova Aler ora dovrà contrattare con il comune di Cremona la gestione dei alloggi che già la scorsa amministrazione avrebbe voluto tornare a gestire in proprio, circa 800.  Un discorso che anche l’amministrazione Galimberti intende riprendere. Nel solo biennio 2012-2013 la convenzione Comune-Aler  è costata all’ente locale la bellezza di 650mila euro.

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