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'Non siete trasparenti, come questa plastica' Everet-show in Consiglio

sacco nero in consiglio -evid

AGGIORNAMENTO – Lunga discussione sul futuro dell’inceneritore in consiglio comunale. A fare da detonatore la mozione della Lega Nord, presentata all’indomani della pubblicazione della legge “Sblocca Italia” che apre la possibilità, per gli inceneritori esistenti, di farsi carico anche dei rifiuti provenienti da altre regioni che si trovano in emergenza. Una mozione a cui ha fatto seguito, qualche giorno fa, quella dei gruppi di maggioranza Sinistra per Cremona-Energia Civile, Pd, Fare Nuova la città, che circostanziando lo stato dell’arte della dismissione dell’impianto di san Rocco, arriva alla stessa conclusione: considerare l’inceneritore inadatto a rientrare nella programmazione nazionale, anche in considerazione dei livelli critici dell’inquinamento a Cremona.  Peraltro anche la Regione Lombardia è già ricorsa contro lo stesso Sblocca-Italia. La prima mozione è stata illustrata da Alessandro Carpani (che alla fine si è detto molto dispiaciuto che i due testi non siano stati accorpati), la seconda da Filippo Bonali, Sinistra per Cremona. Nel dibattito che è seguito , la capogruppo di Obiettivo Cremona con Perri Maria Vittoria Ceraso è intervenuta chiedendo “con quale coerenza politica la maggioranza ci sottopone oggi una mozione nella quale non esiste alcun riferimento temporale, alcuna data certa entro la quale impegnare questa Amministrazione ad attuare le azioni contenute nel documento, tra le quali: richieste ed esortazioni varie all’Assessore regionale, a LGH, al Governo e un forte impegno nell’attuazione il più velocemente possibile del nuovo piano di raccolta dei rifiuti. E’ questa la concretezza tanto sbandierata qualche mese fa dall’attuale maggioranza? Perchè non c’è più alcun accenno al termine inderogabile dei tre anni per la dismissione dell’inceneritore ? Come mai non ci sono ancora date certe sul tema del completamento della raccolta differenziata su tutto il territorio? Il Pd qualche mese fa ha volutamente ignorato la complessità della questione e pur di screditare e mettere in difficoltà l’amministrazione in carica ha fatto proposte, come quella dei tre anni, ideologiche e prive di fondamento, tanto è vero che oggi che sono al governo della città non si sentono di riproporle”. Sulla stessa linea, l’intervento di Luigi Amore.

“La polemica- ha replicato dai banchi della maggioranza Roberto Poli, Pd – è stucchevole perché sono passati venti anni dalla costruzione dell’inceneritore e in venti anni come è facile immaginare, cambiano tantissime cose, anche la valutazione rispetto alle modalità di smaltimento di rifiuti. Non facciamo nessuna marcia indietro rispetto alla tempistica. Se quando eravamo all’opposizione spingevamo a chiedere delle date è perché c’era una certa ‘melina’ rispetto all’argomento. Nessuno aveva commissionato né avviato studi che presentassero una direzione certa. Adesso si parte da zero, cercando di rispettare la tempistica che ci siamo dati, ma vorrei che finisse il discorso chi ha acceso, chi spegne l’inceneritore: le cose cambiano e cambiano gli scenari”. Ampia condivisione da parte di maggioranza e minoranze sulla necessità di superare e quindi spegnere l’impianto. Sulla necessità di tornare alla sostanza della questione è intervenuta Maria Lucia Lanfredi, Movimento 5 Stelle: “Non avrebbe senso fare la raccolta differenziata e poi portare qui rifiuti da fuori, sarebbe tempo perso, allora bruciamo addirittura i nostri, di rifiuti. Noi ricordiamo al sindaco gli impegni presi nelle sue linee programmatiche e suggeriamo che i soldi del revamping, se ci sono, vengano utilizzati per tecnologie alternative all’incenerimento e per creare energia”.

Sia Giorgio Everet (Forza Italia) che Luigi Amore hanno posto la domanda se l’inceneritore sia davvero una macchina inquinante da spegnere  il più presto possibile. “Io non sono nè a favore né contro, io sono per avere una città pulita”, ha detto il primo; “Io credo nelle istituzioni, quando Arpa ci dice che le emissioni in atmosfera sono nei parametri. Chiedo che se ci sono altri dati mi vengano forniti”, il secondo.

Everet si è poi esibito in un siparietto estraendo due fogli di plastica, uno trasparente e uno nero, per rappresentare l’opinione del suo partito verso l’atteggiamento della giunta Galimberti sul tema dell’inceneritore. “Voi non siete trasparenti, siete oscuri come questo foglio di plastica”, ha detto. Una piccola sequenza folkloristica, ripresa con lo smartphone da Federico Fasani (Ncd) che ha molto irritato il sindaco Galimberti. Everet ha alzato la voce vedendo che il sindaco si voltava: “Lei ha il dovere di ascoltare”, ha detto Everet. “Non si permetta di dirmi se posso voltarmi un attimo oppure no, prima di tornare ad ascoltarla”, è sbottato Galimberti. Everet ha anche criticato l’incontro che c’è stato a Brescia qualche settimana fa tra Galimberti e l’assessore Manzi con il collega Del Bono a proposito della possibile fusione tra Lgh e A2A, senza che vi sia stata alcuna restituzione pubblica sui contenuti (Everet ha successivamente definito l’incontro una ‘scampagnata’).

“E allora che dire dell’incontro tra sindaco Perri e quello di Verona Tosi nello scorso mandato?” ha ribattuto l’assessore Alessia Manfredini nella replica finale. “Stia tranquillo, di trasparenza qui ce n’è fin troppa e nel 2015 quei sacchi neri spariranno da Cremona”. “Abbiamo il dovere di dire – ha poi aggiunto – che l’inceneritore non è nuovo e ha numerosi problemi dal punto di vista tecnico, causa anche di tante fermi impianto. La raccolta differenziata porta a porta costa di più, ma dipende da cosa inserisci nel piano finanziario e da come lo costruisci. Noi stiamo riprendendo le fila, cercando col gestore di costruirlo insieme, per arrivare ad un costo che non sia così alto”. Manfredini ha poi ricostruito le ultime fasi del dibattito: “Fino a due anni fa la giunta Perri lavorava per un revamping totale dell’inceneritore. A dicembre 2012 Aem Gestioni, i cui vertici sono stati nominati da voi ora in minoranza, volevano demolire  due linee e farne due nuove; poi improvvisamente sono venute fuori le linee guida di Bordi (l’assessore della giunta Perri che sul tema era in rotta di collisione con il resto del centrodestra, ndr).  In questi mesi noi abbiamo dovuto ricostruire un rapporto con Lgh e Aem Gestioni”.

Posta in votazione, la mozione della Lega Nord è stata respinta: 19 sono stati i voti contrari, 10 quelli a favore e due gli astenuti (consiglieri Fasani e Zanardi). Successivamente è stata votata la mozione presentata dalla maggioranza: mentre i due consiglieri della Lega Nord non hanno partecipato al voto uscendo dall’aula e i consiglieri di Forza Italia, pur rimanendo in aula, non hanno partecipato al voto, il documento è stato approvato con 23 voti a favore, un voto contrario (consigliere Ventura) e due astenuti (i consiglieri Fasani e Zanardi).

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