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Tagli alle Province, a rischio servizi alla cittadinanza e bilancio 2015

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La Provincia di Cremona, così come tutte le altre province, ora rischia grosso. I tagli operati dal Governo alla luce della riforma avviata con l’approvazione della Legge di Stabilità 2015, mettono infatti in discussione la sostenibilità economica dei futuri bilanci degli enti di area vasta, oltre ai numerosi servizi che essi offrono.

I dati, decisamente preoccupanti, sono emersi durante il convegno organizzato dall’Unione delle Province Lombarde a Milano sabato 29 novembre, a cui ha partecipato anche il presidente Carlo Vezzini. Una riunione sulla questione del futuro delle province e delle città metropolitane ala luce della riforma di questi enti e dei tagli inseriti nella Legge di Stabilità, alla quale hanno preso parola, in qualità di relatori, il presidente di Upl Daniele Bosone, il presidente di Upi Alessandro Pastacci, il coordinatore di Anci Lombardia Roberto Scanagatti e l’assessore regionale al Bilancio Massimo Garavaglia. Nel corso del dibattito sono intervenuti anche alcuni rappresentati delle organizzazioni sindacali dei dipendenti delle province, tra cui Antonio Spotti della Rsu della Provincia di Cremona.

“Dal convegno è emersa chiaramente una forte preoccupazione dell’associazione delle province lombarde – fanno sapere dall’ente -: questi minori introiti previsti, infatti, potrebbero avere come diretta conseguenza una serie di tagli ai servizi che le province offrono ai cittadini, come la sicurezza delle strade, il sistema del trasporto pubblico locale e la gestione degli edifici scolastici. Inoltre, anche a causa della situazione di incertezza circa le deleghe e il loro trasferimento a regione Lombardia, nessun ente provinciale di Lombardia ha potuto finora presentare un progetto di bilancio preventivo per il prossimo anno. Tutte le province lombarde hanno però già approvato e assicurato la correttezza degli equilibri e l’assestamento di bilancio per l’anno in corso”.

Nel merito della riforma Delrio si è sottolineato come la distinzione delle funzioni fondamentali che rimarranno in capo alle province e le funzioni delegate oggetto di discussione con Regione Lombardia debba trovare una soluzione a breve termine. A questo proposito il ragionamento è stato molto approfondito e verrà ultimato entro il 31 dicembre 2014, con un passaggio formale previsto per il prossimo 5 dicembre con la convocazione del tavolo di confronto tra UPL e Regione Lombardia.

Il modello che si sta delineando prevede che alle province lombarde rimangano sostanzialmente soltanto le funzioni fondamentali previste dalla legge Delrio (infrastrutture, mobilità e trasporto pubblico locale, programmazione provinciale della rete scolastica, ambiente, pianificazione territoriale di coordinamento di area vasta, polizia locale e protezione civile), mentre tutte le altre deleghe oggi esercitate dalle province dovrebbero andare verso il trasferimento di competenze e personale a Regione Lombardia (lavoro, agricoltura, caccia e pesca, politiche per la famiglia, solidarietà sociale e volontariato).  E’ ancora aperto il ragionamento per quanto riguarda i settori del turismo (che potrebbe rimanere in capo alle province per il 2015 in occasione della promozione di Expo) e della cultura (possibile il trasferimento ai comuni).

“In questo scenario si è calcolato che potrebbero essere trasferite dalle province alla regione circa il 50% delle risorse materiali e umane. Si ricorda che la Legge di Stabilità incentiverà, a tal proposito, il trasferimento di personale all’interno della pubblica amministrazione tra enti diversi e tra tutte le varie articolazioni dello Stato (ad esempio dalle province ai tribunali, ecc…), nonché la possibilità di prepensionamenti in  deroga alle legge Fornero” conclude l’amministrazione provinciale.

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