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Matteo Renzi ha iniziato la campagna acquisti dei grillini sbandati?

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Matteo Renzi sente attorno a sé puzza di bruciato: il gradimento “ad personam” cala, l’ala sinistra del Pd scalpita sognando scissioni. La fronda insomma non molla. E poi ci sono i dati economici che mettono paura: cresce la disoccupazione, un giovane su due non trova loro manco con le raccomandazioni, le tasse aumentano. E gli avversari ora fanno pure la voce grossa, gli rimproverano financo di aver lasciato allo sbando le vittime dell’alluvione e di proteggere Marino che fatica a pagare le multe. Circola pure un sondaggio dell’Istituto Demos di Ilvo Diamanti (pubblicato anche  da Repubblica) che parla chiaro: giù il Pd, su la Lega. E il centrodestra sarebbe a due soli punti da Matteo. Pure Formigli lunedi sera a Piazza pulita ha certificato il centrodestra in recupero ed il Pd in flessione. Morale: il Pd sarebbe precipitato al 36%, la coalizione di centrodestra avrebbe raggiunto il 34%. Secondo “Demos” in un mese il governo di Pittibimbo avrebbe smarrito 13 punti. Tombola. Siccome Matteo non è un bamba e certi numeri li sa leggere con grande anticipo, da giorni ha messo il piedino sull’acceleratore onde evitare le sabbie mobili che lo minacciano. In direzione ha ottenuto l’ok per accelerare sull’Italicum. Poi si è messo a strizzare l’occhio ai fuoriusciti grillini al grido:”Dobbiamo coinvolgere chi non dipende più dal sacro blog”. Ed è partito il mercato dei parlamentari 5 Stelle. Renzi è un volpacchiotto, sa che sta nascendo una “nuova destra”, quella cioè anti-Europa di Salvini (ammirato in Francia dalla Le Pen) e sta correndo ai ripari. Guarda insomma con estrema attenzione a quanto sta accadendo nella casa pentastellata. Ha già detto: “Il Pd ha fatto saltare Grillo che aveva scommesso tutto sulle Europee. Ora diventa possibile un percorso di coinvolgimento di quella parte dei grillini che non dipendono più dal sacro Blog”.

Renzi sa bene che la storia non si fa con i se. Esempio: cosa sarebbe accaduto se Socrate fosse morto nella battaglia di Delio prima di diventare il maestro di Platone e il padre della filosofia occidentale? O se Gesù fosse stato liberato da Ponzio Pilato? O se la flotta cinese dell’eunuco Zheng He avesse scoperto l’America cinquant’anni prima di Colombo?  O se, nel 1917,  i tedeschi non avessero rispedito Lenin in Russia in un vagone piombato, se un emigrato italiano fosse riuscito ad assassinare Roosevelt nel 1933, se Pio XII avesse levato la sua voce per denunciare l’Olocausto, se gli Americani non avessero gettato le bombe atomiche sul Giappone? E ci fermiamo qui. Se la storia non è altro che la somma di milioni di decisioni umane, come ha scritto nel suo bel saggio l’americano  Robert Cowley, la Politica de noantri – scusate il salto all’ingiù – mica può essere decisa dal solo Narciso fiorentino. O  no? Renzi lo sa e si sta preparando.“Per la prima volta da quando è diventato premier  – ha scritto Diamanti –  Renzi appare in difficoltà tra gli elettori. Chiamato dai cittadini a miracol mostrare ,il ritorno alla normalità ha prodotto un impatto pesante. Di qui la necessità o l’urgenza di una “campagna acquisti”. I grillini vigilano col nuovo “direttorio”, Grillo è “stanchino”, Pizzarotti in agguato. Se l’ala sinistra del Pd molla, Renzi potrebbe sostituirla con gli sbandati del Cinquestelle. E Salvini che ha preso il 18 per cento in Emilia (ma era assente in Calabria) scalpita e punta a raccogliere l’eredità di Berlusconi. A suo favore gioca il ritorno degli estremismi e certi slogan tipo “I delinquenti devono stare in galera”. E a chi gli dice che è brutto dirlo, lui risponde: “Preferisco essere brutto e cattivo che coglione”. Occhio, il bello deve ancora venire.

Enrico Pirondini

 

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