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'Contro le mafie garantire risorse a chi vigila Dia, utile arma in più'

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Sopra, Silvia Camisaschi

“E’ fondamentale l’attività di sensibilizzazione sul tema delle mafie. Nel nostro territorio situazioni-spia che fanno riflettere. E’ vero, non bisogna generalizzare e creare allarmismi. Bisogna, però, fare i conti con il principio di realtà. Bisogna garantire alle forze dell’ordine e alla magistratura le risorse necessarie per lavorare. E la collocazione di una sede della Direzione investigativa antimafia nel nostro distretto giudiziario, che comprende anche Brescia, Mantova e Bergamo, sarebbe un’arma in più”. Questa in sintesi la riflessione del referente provinciale dell’associazione “Libera contro le mafie”, Silvia Camisaschi, sulla questione criminalità organizzata (‘ndrangheta in particolare) dopo la pubblicazione degli articoli di Cremona Oggi degli ultimi giorni (vedi i link in basso).

“L’attività di sensibilizzazione, che portiamo avanti anche con ‘Libera’, è fondamentale per contrastare le mafie – afferma Camisaschi -. A livello generale nel nostro territorio si trova ancora una certa resistenza culturale che a Milano, per esempio, non c’è più. Qui c’è ancora un po’ l’idea dell’isola felice. Ma ci sono stati episodi, anche recentemente, che devono far riflettere. Tra le altre cose non sono mancati, ad esempio, casi di usura. Non è semplice affrontare il tema delle mafie. E’ vero, è importante non generalizzare e non creare allarmismi. Dobbiamo, però, fare i conti con il principio di realtà. Ripeto, per affrontare questo tema la sensibilizzazione è fondamentale. Penso agli appuntamenti pubblici e alle attività nelle scuole”.

Le prossime iniziative di “Libera”? “In collaborazione con il Comune di Cremona è stato avviato il percorso della campagna ‘Riparte il futuro’, iniziata già ai tempi del periodo elettorale con l’impegno preso dall’attuale sindaco Gianluca Galimberti. In questo percorso rientra l’approvazione della delibera ‘Trasparenza a costo zero’ per un’Amministrazione sempre più trasparente. Il primo dicembre c’è stato un incontro pubblico a Spaziocomune, in piazza Stradivari, in cui Marco Bignelli ha presentato la sua tesi di laurea sul fenomeno della corruzione in dialogo con il segretario generale del Comune Pasquale Criscuolo, che ha illustrato il Piano di prevenzione della corruzione del Comune di Cremona. Ha partecipato anche l’assessore alla Trasparenza Rosita Viola. Il prossimo 11 dicembre, alle 21 nella Sala Quadri del Comune, ci sarà un incontro con Nando Dalla Chiesa, presidente onorario di ‘Libera’, che illustrerà il suo libro ‘Il manifesto dell’antimafia’. C’è poi in piedi un percorso sul gioco d’azzardo con incontri in varie parti della provincia. E lavoriamo nelle scuole. Il 17 dicembre inizierà con un incontro un percorso rivolto ai ragazzi sulle agromafie: ci sarà ospite il coordinatore dell’Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente, Antonio Pergolizzi. L’incontro sarà all’Itis di Cremona ma il progetto coinvolge 10 classi di varie scuole. Con ‘Libera’ cerchiamo di accompagnare la cittadinanza, e anche l’Amministrazione, in un percorso utile ad aumentare l’attenzione e la consapevolezza su questi temi”.

C’è la sensibilizzazione ma ci sono anche quelle azioni dirette di controllo e intervento sul territorio che competono alle forze di polizia e alla magistratura, che portano avanti il loro lavoro nonostante problemi di risorse diverse volte emersi pure in provincia di Cremona: “Bisogna garantire alle forze dell’ordine e ai magistrati gli strumenti necessari per lavorare come si deve. Questo è un altro punto fondamentale”.

Più di una volta, in passato, nel distretto giudiziario che comprende Cremona, oltre a Mantova e Bergamo, e che ha la sede principale a Brescia, è stata lanciata l’ipotesi dell’apertura di un centro operativo, o almeno di una sezione operativa, della Direzione investigativa antimafia. Nella Dia lavora personale specializzato proveniente da varie forze di polizia. Di uffici Dia, tra centri operativi e sezioni operative, ce ne sono almeno due in ognuna delle quattro regioni meridionali in cui hanno origine le presenze mafiose (Sicilia, Calabria, Campania e Puglia). In Lombardia, cuore economico del Paese che fa gola alla criminalità organizzata, c’è solo il centro operativo di Milano. In Emilia Romagna, dove hanno basi i raggruppamenti di ‘ndrangheta più interessati al Cremonese secondo investigatori esperti, c’è una sezione Dia (dipendente da Firenze) a Bologna. Anche il procuratore generale del distretto giudiziario che include Cremona, Pier Luigi Maria Dell’Osso, che ha una lunga esperienza nella Procura nazionale antimafia, ha espresso in diverse occasioni, nei mesi scorsi, la necessità dell’apertura di un ufficio della Direzione investigativa antimafia con compiti sul distretto. Dietro le quinte si sono intensificati, negli ultimi tempi, gli incontri e i contatti finalizzati a questa apertura. Da Brescia, dove avrebbe sede il nuovo ufficio antimafia, si apprende che nell’arco di qualche mese potrebbe diventare realtà l’inaugurazione di una sezione operativa Dia, capace di rafforzare l’attività d’indagine in sinergia con la magistratura, nel particolare in collaborazione con l’ufficio della Direzione distrettuale antimafia presente presso la Procura di Brescia. “Un ufficio della Dia nel distretto? Sarebbe una utile arma in più – commenta Camisaschi -. Il territorio è vasto e complesso ed è sempre positivo un rafforzamento della struttura di chi vigila”.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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