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L'estremo saluto a Giorgio Gobbi: "Perché ti hanno ammazzato?"

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Nella foto, i funerali di Giorgio Gobbi

CASTELDIDONE – Un solo manifesto funebre in tutto il paese. Eppure la gente ha gremito sabato mattina la chiesa di Casteldidone per rendere l’ultimo saluto al concittadino Giorgio Gobbi, ucciso dal cognato Luciano Bonazzoli e abbandonato poi cadavere nel baule di una Range Rover in un parcheggio di Parma. Tante persone hanno voluto rendere l’ultimo saluto prima delle 10 al 43enne tragicamente deceduto. L’Assistenza Pubblica di Parma ha provveduto a trasportare la bara scura depositandola all’interno della chiesa dove poi amici, e semplici conoscenti si sono riversati per seguire la funzione officiata da don Andrea Paroli. Famigliari, parenti e compagni d’infanzia oltre ad una rappresentanza di persone appartenenti ad una Comunità di recupero per tossicodipendenti. “A dimostrazione che con la volontà si può uscire dal tunnel della droga come aveva fatto Giorgio”: ha detto don Andrea riferendosi durante l’omelia a quelle persone sedute nei banchi laterali. Il parroco poi ha garantito che nonostante un’esistenza avventurosa, nel cuore di Giorgio c’erano dei valori positivi che sarebbero sicuramente germogliati nell’aldilà. “Anche perchè era una persona generosa, così come tanti me l’hanno descritto”. Ad ascoltare le parole del parroco in prima fila la mamma Franca e la sorella Claudia (tenuta stretta e consolata dall’avvocato Maria Teresa Cavalca legale della famiglia) moglie dell’imprenditore Luciano Bonazzoli in carcere con l’accusa di aver freddato e poi occultato il corpo del cognato al termine di una discussione d’interessi. Nella fila di banchi sull’altro lato della navata, assieme alle sorelle, la compagna romena che per tutta la durata del rito funebre è rimasta immobile muovendo solo la testa avanti e indietro in un continuo contenuto singhiozzo. La sua disperazione e il dolore sono esplosi fuori dalla chiesa quando, stringendo al petto la foto del compagno, si è lanciata verso la bara appoggiata sul pianale del carro funebre gridando: “Amore mio, perchè ti hanno ammazzato? Perché?”. La stessa domanda gridata e ripetuta da un’altra signora a lei accanto. Poi il corteo a piedi ha raggiunto il Cimitero del paese dove la salma è stata sepolta.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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