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Amianto, Ona: 'Bonifica entro il 2016 Dal Comune serve più celerità'

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Cremona in ritardo sullo smaltimento dell’amianto. Lo denuncia il portavoce di Ona Cremona, Danilo Dilda, anche a fronte della risposta ricevuta dall’amministrazione comunale all’interrogazione presentata dal consigliere comunale Lucia Lanfredi in merito allo stato di avanzamento del censimento dei siti inquinati e se tra essi vi fossero anche edifici scolastici. Una risposta, a detta della Lanfredi ma anche dell’Ona, “che non dice niente”.

“Non voglio sollevare polemiche contro l’amministrazione comunale, con cui abbiamo un’ottima collaborazione – evidenzia Dilda -. Quello che chiediamo è che vi sia una maggior celerità, anche a fronte del fatto che il Pral (Piano regionale amianto Lombardia) prevede l’eliminazione totale dell’amianto entro la fine del 2016. Chiediamo che vengano velocizzate le operazioni di censimento di tutti gli edifici con sospetta presenza di amianto. che purtroppo sono ancora numerosi”. L’Ona continua intanto la sua attività di monitoraggio costante del territorio. “Sappiamo che le questioni amministrative hanno dei lunghi tempi burocratici, e anche per questo quando facciamo le nostre segnalazioni preferiamo rivolgerci direttamente all’autorità giudiziaria e al Noe”.

Intanto in questi mesi l’Osservatorio Nazionale sull’Amianto sta intensificando il proprio operato nel territorio cremonese su mandato del presidente nazionale, Ezio Bonanni, “al fine di fronteggiare quella che noi riteniamo una vera e propria emergenza, in relazione ad un preoccupante aumento delle patologie asbesto-correlate con un picco previsto fra il 2015 e il 2030″ fanno sapere i coordinatori, Dilda e Ivano Bonoldi -. Stiamo stringendo rapporti di collaborazione con tutti gli enti istituzionali competenti in materia di prevenzione e bonifica degli ambienti di lavoro e di residenza”.

L’Ona insiste sulle scadenze: la legge regionale 17-2003  Pral (piano regionale amianto Lombardia) “prevede che l’amianto presente in Lombardia debba essere bonificato e smaltito entro la fine del 2016 – continuano i portavoce -. Insomma, non c’è tempo da perdere. Per questo proseguiamo  ininterrottamente la nostra lotta facendo le opportune segnalazioni sulla presenza sospetta di amianto nell’edilizia pubblica (in primis scuole) e privata sia sulla base di nostri sopralluoghi sia raccogliendo testimonianze dei cittadini di tutta la provincia”.

L’intento è quello di sollecitare tutte le parti sociali e politiche ad uno snellimento della burocrazia che regola i  censimenti e le valutazioni tecniche, per dar luogo agli opportuni interventi. Segnalazioni recenti che hanno consentito il sequestro di diverse aree con presenza di asbesto: lo stabile v.le Trento e Trieste ora demolito; la Ex cavalli e Poli (circa 5000 mq); l’ex Umberto Piacenza; Il genio militare di Pizzighettone (150.000 mq); a Cavatigozzi l’ex stabilimento caseario, tuttora in corso di accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria”.

Infine un appello al Comune: “Attendiamo riscontro per una richiesta di accesso agli atti riguardanti l’ordinanza di chiusura dell’ex Bocciodromo comunale di Via Gadio in cui si sospetta presenza di amianto” concludono i portavoce.

Laura Bosio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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