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'Il candidato Pdl va per bar': è critica politica Assolto Matteo Piloni

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Nella foto, da sinistra, Matteo Piloni e il suo avvocato Massimo Tabaglio

Assolto ‘perché il fatto non sussiste’. Questa la decisione del gup Letizia Platè riguardo l’accusa di diffamazione per la quale Matteo Piloni, 34 anni, cremasco, segretario provinciale del Pd, era finito in tribunale. Il processo è stato celebrato con il rito abbreviato. Per l’imputato, anche il pm Fabio Saponara aveva chiesto l’assoluzione, ritenendo l’episodio “una critica politica”. “Aspra, ma pur sempre una critica politica in campagna elettorale”, ha rilanciato a sua volta il difensore di Piloni, l’avvocato Massimo Tabaglio, “nei confronti di un soggetto che era stato nominato da Carlo Giovanardi nel collegio di Cremona anziché essere stato nominato in quello di Rivolta d’Adda”. Ad accusare Piloni era stato Cesare Facchetti Banholzer, 61 anni, area Pdl, ex assessore ai lavori pubblici a Rivolta d’Adda che nel procedimento era parte civile.
I fatti risalgono al maggio del 2009, nel periodo delle elezioni provinciali alle quali Facchetti Banholzer, che ora non è più in politica, era candidato per il Pdl. A suo dire, Piloni lo aveva diffamato sul periodico del Partito Democratico ‘Verdeblu’ del quale il segretario provinciale del Pd era direttore responsabile. Facchetti era stato attaccato sul giornalino in un articolo non firmato dove si affermava che, come aveva già fatto a Rivolta, anche a Cremona “andava per bar – i suoi collegi elettorali –“. “Appare del tutto evidente”, si legge nell’atto di denuncia di Facchetti, “l’intenzione di danneggiarmi e di deridermi, volendo far intendere una mia abituale frequentazione di bar, e quindi, quale logica conseguenza per il lettore, una dedizione all’uso di sostanze alcoliche”. Nell’articolo sotto accusa, Facchetti Banholzer critica il fatto che la sua carica di assessore ai Lavori Pubblici sarebbe stata accostata ai suoi “supposti interessi personali in ragione della precedente attività nel settore immobiliare” (Facchetti Banholzer era agente immobiliare, attività da lui abbandonata in seguito alla sua discesa in politica “per evitare qualsiasi possibile conflitto di interessi”). Per l’ex assessore, dunque, la frase ‘a Rivolta non c’erano più terreni da urbanizzare’ utilizzata nell’articolo del 2009 “va bel oltre una critica politica legittima, atteso che fa riferimento a pretesi, ma in realtà insussistenti, interessi personali in ambito immobiliare”. Non solo: Facchetti Banholzer lamenta anche il fatto di essere stato descritto “come una persona dedita ad una smodata frequentazione dei bar della zona, affermazioni che trasmodano in un attacco gratuito ed offensivo sul piano personale, gravemente lesive della mia reputazione”.
La motivazione della sentenza di assoluzione sarà depositata entro 90 giorni.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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