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A Cremona sempre meno abitanti Per la prima volta in calo gli stranieri

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Foto: Sessa

A Cremona continua l’emorragia di abitanti, che in circa trent’anni sono calati di circa 10mila unità, passando da 81.000 a 71.000. In realtà negli anni 2000 la popolazione cremonese è stata più o meno stabile, mentre nell’ultimo anno (tra il 2012 e il 2013) ha subito una nuova brusca contrazione, di oltre mille unità: questo potrebbe far pensare che stia iniziando una nuova fase di calo demografico, come evidenzia Maurizio Fabrizi, ricercatore dell’università Cattolica di Cremona, nel presentare l’Annuario statistico 2014, che riporta i dati relativi al 2013. Diversi sono gli elementi su cui riflettere, a partire dal saldo migratorio (ossia la differenza tra gli immigrati che si sono iscritti e coloro che si sono cancellati) a Cremona: per la prima volta dopo tanti anni, il numero di immigrati residenti inizia a calare, passando dai 10,153 del 2012 ai 9.839 del 2013. “La nostra città inizia ad essere meno attrattiva per gli stranieri” evidenzia Fabrizi, mettendo in luce anche altri elementi che possano spiegare la situazione, come il fatto che sia negativo, ma questo ormai da decenni, anche il saldo tra morti e nuovi nati. “La popolazione cremonese sta invecchiando: lo dimostra il fatto che gli over 65 sono il doppio degli under 15 – evidenzia il ricercatore -.  La dinamica di invecchiamento progressivo della popolazione era stata congelata dalle migrazioni, ma ora che gli immigrati calano anch’essa ha ricominciato a crescere”.

Dati negativi anche sul tema dei matrimoni, che sono calati notevolmente negli ultimi dieci anni. “Le nuove generazioni sono sempre meno propense a sposarsi – evidenzia Fabrizi -. Lo dimostra il fatto che nella fascia d’età tra i 34 e i 39 anni oltre il 50% degli uomini è ancora celibe, ed è lecito pensare che buona parte di essi non si sposeranno negli anni successivi. Altro dato degno di nota è che il matrimonio è sempre meno legato alla nascita di un figlio: lo dimostra il fatto che il numero di bambini nati fuori dal matrimonio è notevolmente cresciuto, arrivando al 32,6%”.

Le cose non vanno meglio sul fronte del lavoro: la disoccupazione è cresciuta dal 4,5% all’8,8% in dieci anni, mentre ancora più preoccupante è il dato relativo all’occupazione giovanile. I giovani disoccupati sono infatti passati dall’8% al 23%. Parallelamente, cala il numero dei contratti di lavoro, che sono calati di 1.500 unità.

Le buone notizie arrivano dal fronte cultura: “i musei cremonesi hanno infatti visto una buona crescita del numero di visitatori, dal 2005 al 2013, e in particolare il Museo del Violino, per il quale si hanno i dati solo relativi agli ultimi tre mesi del 2013, in quanto aveva appena aperto i battenti, ha registrato già buone performance” evidenzia Fabrizi.

Anche il fronte sicurezza regala notizie confortanti nell’ambito della mortalità per incidenti, che è decisamente calata (da 78 nel 2002 a 19 nel 2013), così come è calato il numero dei feriti. Non positive invece le notizie legate ai reati: con la crisi si assiste infatti ad un incremento, soprattutto di furti e rapine.

Analizzando infine il settore ambiente, emerge che negli anni la raccolta differenziata nel territorio cremonese è aumentata, ma anche che ultimamente si è fermata al 50% e sembra avere difficoltà a superare quella barriera. Un tema su cui il sindaco Gianluca Galimberti ha invece voluto rassicurare i cittadini, mettendo in luce la propria intenzione di lavorare affinché le percentuali di differenziata per Cremona subiscano un incremento.

Il sindaco ha poi commentato il dato sulla popolazione, ricordando che “il calo demografico ha una ricaduta forte in tema di sviluppo della città e di sostenibilità dei servizi. Sono dati sui cui noi amministratori dovremo riflettere con attenzione”.

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