Un commento

Provincia, il grido dei dipendenti “Questo è un altro caso Tamoil”

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foto Sessa

Incredulità, sgomento, rabbia. Per i dipendenti della Provincia è una doccia gelata quella che si è riversata loro addosso nelle ultime 24 ore, con l’imminenza del voto al Senato del maxi emendamento che fa carta straccia degli accordi sottoscritti con Governo con la legge Delrio. E che minaccia di metterli sulla strada, perchè dopo l’eventuale dichiarazione di esubero e dopo due anni di mobilità all’80% dello stipendio, c’è il fantasma del licenziamento. Per questo in tanti, almeno un centinaio (ma sono 230 quelli più a rischio per la drastica riduzione delle funzioni dell’ente)  hanno affollato la sala consigliare questa mattina dalle 10 fino a poco prima delle 13, come sta accadendo in decine di altre sedi. Le situazione a Roma sta precipitando, perchè- hanno spiegato i sindacati di Cgil, Cisl e Uil – se verrà approvato l’ultimo maxi emendamento alla legge di Stabilità, dal Senato, non ci sarà nessun obbligo di riutilizzo del personale delle Province da parte delle Regioni. “Situazione di cui Maroni si è detto soddisfatto”, ha detto fra l’altro Maria Teresa Perin, segretario provinciale Fp Cgil, al tavolo a fianco del segretario regionale Fp Cisl Antonio Tira “perchè gli consente di non farsi carico di funzioni e di relativo personale”. Molti i lavoratori che hanno preso la parola, l’umore fluttua tra l’incredulo e l’arrabbiato: tra poche ore, alle 15, chi ce la farà sarà nuovamente in aula consigliare per coinvolgere direttamente la parte politica. Ci saranno sicuramente i delegati sindacali, per porre la questione degli esuberi direttamente al presidente del consiglio provinciale Carlo Vezzini e agli 12 consiglieri da poco eletti; Vezzini ha comunque preso parte attiva all’assemblea nella prima parte, sposando totalmente la causa dei lavoratori e spendendosi per il mantenimento dei servizi. Grandi accusati della mattinata, seppure mai nominati direttamente, i parlamentari eletti nel territorio cremonese, in particolare seppure non nominato, Luciano Pizzetti,  “braccio destro di Delrio, viceministro alle Riforme, vicinissimo alla Boschi. Abbia il coraggio di venirci a dire cosa sta succedendo”, ha detto un dipendente. “Questo è un altro caso Tamoil, e noi siamo lavoratori come loro, anche se non abbiamo la tuta blu”. Eppure sono proprio loro, i politici locali, quelli a cui è appeso un filo di speranza per la modifica del maxi emendamento, proprio in queste ore.

“E’ l’esempio perfetto di come non si doveva fare una riforma della pubblica amministrazione”, è un’altra delle voci ascoltate in mattinata, tra le più pacate. Ormai sono evidenti, con la Legge di Stabilità, i contorni drammatici che sta assumendo il cosiddetto riordino delle Province, che assomiglia sempre più ad una cancellazione al buio di funzioni, servizi e posti di lavoro. “Dove sono i parlamentari cremonesi? Nessuno ha il coraggio di metterci la faccia, qui siamo di fronte ad un esempio di macelleria sociale”, ha detto un lavoratore durante il presidio di oggi. La stessa protesta è in corso in tutta Italia, dove sono a rischio esubero 20mila lavoratori, a cui fra pochi mesi potrebbero aggiungersene altri 36mila. I primi sono quelli delle funzioni che la legge Delrio non assegna più alle Province e alle Aree metropolitane (senza decidere dove riallocarle); i secondi quelle delle funzioni fondamentali confermate in capo agli enti di area vasta, ma non sufficientemente finanziate.

“Qui c’è l’ipotesi che ci siano 20mila potenziali esodati e nessuno sembra proccuparsene”, afferma un alto dirigente.

IL PRESIDENTE VEZZINI: RIFORMA MAL GESTITA E ATTUATA ANCORA PEGGIO – “Stiamo aspettando le imminenti novità del maxi emendamento – aveva detto a inizio assemblea  il presidente della provincia Carlo Vezzini – tuttavia tutta la questione è insostenibile;  non si è nemmeno riusciti a valutare tutti gli emendamenti. Oggi il tema è e rimane quello del futuro dei dipendenti. Chi ha elaborato questa riforma, seppur necessaria, ma mal gestita ed attuata ancor peggio, lo inviterei qui, davanti ai lavoratori oggi. I responsabili di questa incertezza per i lavoratori hanno nome e cognome”. Ha continuato Vezzini: “Non si può centralizzare tutto e fare una riforma così complessa in tre mesi, mettendo nel caos istituzioni, dipendenti, famiglie e peraltro ponendo le condizioni per fenomeni di disoccupazione di massa che si assommano a già quelli esistenti”. Ha concluso Vezzini: ”Già stamattina non avrei mai pensato che a malincuore avrei dovuto dire ad alcuni precari che da fine mese sono a casa. Occorre dare prospettive, non pensare solo a tagliare linearmente: una vecchia logica che ha fallito in tutti i Paesi. Se su questa strada il Governo insisterà nemmeno l’Area Vasta avrà un futuro, mettendo a repentaglio l’erogazione degli stessi servizi che ci vedremo costretti a sospendere. In questi anni vi è stata una certa “vulgata” massmediatica contro le Province, dove né Governo né la classe politica han spiegato le tante e necessarie funzioni che ancora oggi sosteniamo né ha saputo valorizzare la figura del dipendente quale risorsa e non come mera unità in bilancio. Su questo aspetto e su altri il Presidente del Consiglio Matteo Renzi dovrà fornire molte risposte ai lavoratori che rischiano seriamente il posto di lavoro dal primo di gennaio. Mi auguro che prevalga in buon senso”.

VINCE IL CENTRALISMO, P.A. DESTINATA A SPARIRE DAI TERRITORI – Antonio Tira, segretario regionale Fp Cisl,  ha evidenziato come: “Da oggi inizia un triste capitolo sulla Pubblica Amministrazione, con una scelta politica che penalizza i lavoratori ma funzionale alla sua stessa scelta: una battaglia sulla quale lo Stato centrale deve rimanere in piedi a discapito di Regioni e Province per passare poi ai Comuni. La riforma della PA va fatta, ma non così a colpi di tagli lineari e ponendo incertezza sui lavoratori. Utilizzeremo tutte le azioni necessarie per tutelare i diritti dei lavoratori, ripeto tutte”. Nei giorni scorsi i Sindacati hanno chiesto, peraltro, un incontro ufficiale con i Parlamentari locali. Presenti questa mattina in Provincia Franco Bordo (Sel) e il segretario provinciale Gabriele Piazzoni.

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Commenti
  • Zac!

    Mi spiace, ovviamente, per ogni singolo dipendente che perderà il proprio lavoro.
    Tuttavia, ce ne faremo una regione.