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Omicidio Gobbi Trovata l'arma del delitto, un fucile da caccia

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E’ stata ritrovata l’arma con la quale è stato ucciso Giorgio Gobbi, il 43enne originario di Casteldidone e residente a Cicognolo freddato la sera del 5 dicembre e poi ritrovato cadavere a Parma nel bagagliaio di una Range Rover parcheggiata al Centro Torri. Da quanto riferisce la Gazzetta di Mantova online, in mattinata vigili del fuoco e i sommozzatori sono scesi nelle acque del Diversivo, all’altezza di Porto Mantovano. Luciano Bonazzoli, imprenditore bresciano con azienda a Viadana, secondo quanto riferito alla stampa dai carabinieri di Parma, ha confessato il delitto del cognato Giorgio Gobbi per debiti di gioco, ma non ha mai detto che arma avesse utilizzato e come se ne fosse sbarazzato. Da ulteriori indagini, i carabinieri di Parma sono arrivati a scoprire il luogo in cui l’arma si trovava. I sommozzatori sono scesi nelle fredde acque del Diversivo e dopo aver scandagliato il fondo in cemento per un paio d’ore hanno trovato i pezzi dell’arma. Hanno recuperato almeno tre frammenti del fucile da caccia: le canne a doppietta, segate dal resto del corpo, e altri due pezzi smontati. Sul posto erano presenti i carabinieri di Mantova, che hanno fornito supporto logistico ai colleghi parmensi e i Ris di Parma, che hanno recuperato il fucile per esaminarlo poi nei propri laboratori. La Procura di Mantova – che ha preso in carico gli atti dell’inchiesta da Parma, dopo l’arresto del responsabile e la scoperta che l’omicidio è avvenuto alla Luma antinfortunistica di Viadana, quindi in territorio mantovano – conferma che il fucile è quello usato per l’omicidio, anche se la certezza assoluta si avrà solo con l’esame balistico.

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