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Polizia ferroviaria tra pattugliamenti, denunce e carenza di organico

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La prevenzione prima di tutto, sottolinea l’ispettore della polizia ferroviaria di Cremona Francesco Velluti, nel fornire i dati dell’attività del reparto nel 2014. “E’ la carenza di organico – spiega l’ispettore – il maggiore problema che ci troviamo ad affrontare, il quale condiziona la nostra attività”. Nonostante questo problema oltre 600 i pattugliamenti, 1628 le persone identificate (un terzo cittadini stranieri), 204 i servizi di scorta ai treni, due dei quali treni-tifosi, convogli speciali che ormai non vengono praticamente più organizzati.

Nel corso dell’anno la locale polizia ferroviaria, che ha competenza anche su alcune tratte del Bresciano, Mantovano e Piacentino, ha svolto la propria attività di controllo all’interno della stazioni e sui convogli per garantire la sicurezza dei viaggiatori, attraverso la prevenzione e il contrasto dei fenomeni delittuosi e di degrado presenti in ambito ferroviario. I pattugliamenti sulla linea, ossia il completo controllo del tratto ferroviario (passaggi a livello, sovrappassi e sottopassi) sono stati otto. Sette invece i servizi per scioperi e agitazioni sindacali di altra natura. Tre i furti di rame, seppur non ingenti, che la polfer ha registrato.

Sono state denunciate nel corso dell’anno sette persone, di cui tre cittadini stranieri, per reati vari, soprattutto furti e minacce al personale ferroviario. Infine 21 sono state le contravvenzioni al regolamento ferroviario elevate (più che altro persone senza biglietto o scoperte ad attraversare i binari).

A livello nazionale la polizia ferroviaria ha avviato diverse iniziative di educazione alla legalità, allo scopo di sviluppare nei ragazzi la cultura della sicurezza, propria ed altrui, in ambito ferroviario e di contribuire alla riduzione degli eventi incidentali che vedono coinvolti in particolar modo i più giovani.

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