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Perquisizione in carcere Sequestrati cellulari Attacco del Cosp

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Maxi perquisizione nel carcere di Cà del Ferro da parte degli agenti della polizia penitenziaria. In cinque ore (dalle 6 alle 11 della mattina) tutto è stato controllato da cima a fondo, in particolare nel vecchio padiglione, che conta 350 reclusi (dovrebbero essere 250). Il blitz ha permesso di sequestrare un telefonino addosso ad un detenuto e un altro telefono nascosto nella sua cella, oltre ad una siringa vuota. “Una operazione straordinaria”, l’ha definita il Cosp (Coordinamento sindacale penitenziario) di Cremona, “che la polizia penitenziaria ha messo in atto impegnando oltre 50 uomini”. Il sindacato ha sottolineato “l’impegno di un distaccamento che conta 160 unità di polizia con una grave carenza nei ruoli di circa 50 unità”, e ha attaccato la gestione del carcere: i controlli, in particolare, hanno riguardato “due plessi del vecchio e del nuovo reparto detentivo che a loro volta si dividono in reparti e sezioni sottoposti a vigilanza dinamica con celle aperte e detenuti fuori”. Il Cosp l’ha definita “l’ultima, strana, invenzione dell’ex reggente dipartimento che si è rivelato un vero e proprio sfracello contro la sicurezza, con grandi casi di tentativi di evasione, aggressioni, minacce e ferimenti di poliziotti”. Il Cosp chiede quindi “l’intervento del nuovo capo dipartimento per una maggiore attenzione sulle vicissitudini dell’intera regione Lombardia sulla condizione delle relazione sindacali e sulla movimentazione dei funzionari e dei dirigenti”. In merito al ritrovamento dei telefoni, per il sindacato “resta un totale mistero di come e quando questi oggetti non consentiti” siano entrati nel penitenziario cremonese.

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