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'Risorse per i beni comuni fuori dal patto di stabilità' La Sinistra chiede impegno di Galimberti

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Dopo la mozione di Francesca Pontiggia (Pd) approvata in consiglio comunale per la moratoria sui distacchi delle utenze, un’altra proposta in consiglio comunale per rispondere  alla crisi che colpisce non solo le frange sociali più fragili ma anche il ceto medio. L’ordine del giorno è firmato da Filippo Bonali, consigliere di  Sinistra per Cremona – Energia Civile e chiede un intervento di pressione da parte del sindaco Galimberti presso il Governo per ottenere l’immediata esclusione dal patto di Stabilità delle risorse impiegate nel settore dei servizi essenziali, sia per gli investimenti che per la gestione degli stessi. Inoltre viene chiesta la convocazione entro due mesi di un consiglio comunale aperto per approfondire la tematica dei ‘beni comuni’. I tagli (pari a 16 miliardi di euro negli ultimi 10 anni) del Governo agli enti locali, hanno penalizzato in primis i servizi pubblici, determinando una quasi “vanificazione  della stessa funzione pubblica degli enti locali”. Eppure proprio “gli investimenti finalizzati alla riappropriazione e gestione dei beni comuni e dei servizi pubblici locali e alla realizzazione di opere pubbliche finalizzate all’espansione dei servizi e del welfare locale possono svolgere un’importante funzione anticiclica producendo occupazione socialmente e ambientalmente utile”, scrive Bonali. Acqua, territorio, energia, rifiuti, servizi pubblici legati al welfare: sono questi i beni su cui l’ordine del giorno richiama l’attenzione.

Filippo Bonali (Sinistra per Cremona)

In particolare, il consigliere della sinistra chiede che vengano invitati al consiglio comunale aperto i rappresentanti del Comitato per l’Acqua Pubblica, che – si legge nell’odg – “sta approfondendo da anni la tematica dei beni comuni – in modo da aprire il confronto su questi temi e sulle possibili azioni da intraprendere”. Sotto i riflettori mediatici due – tre anni fa, quando in provincia di Cremona imperversava il dibattito sulla gestione del settore idrico, il Comitato dopo la vittoria ai referendum contro la privatizzazione, ha continuato a lavorare, senza più avere molte occasioni pubbliche per evidenziare le numerose criticità che ancora permangono nel garantire un welfare equilibrato per quanto riguarda la fruizione dei servizi basilari. La stessa questione dei distacchi delle utenze resta impellente, soprattutto quando l’utente che rischia di vedersi tagliati i fili ha a che fare con un gestore diverso da Aem, società che con il Comune ha un canale di comunicazione privilegiato, seppure – come si è visto lo scorso inverno nel caso del teleriscaldamento nelle case popolari – tutt’altro che perfetto.

L’odg di Bonali chiede, per quanto riguarda i servizi essenziali, lo stesso impegno dimostrato dal sindaco per favorire gli investimenti pubblici e provati nella cultura (art bonus). Alcuni mesi fa Galimberti e i rappresentanti delle istituzioni teatrali e culturali cremoensi andarano personalmente dal ministro Franceschini per portare la loro proposta tesa a creare nuove forme di finanziamento al settore Cultura. Precedente degnissimo, che però -si deduce dalle parole di Bonali – dovrebbe essere adottato anche per altri fronti caldi creati dalla crisi economica.

Intanto l’assessore Platè, nell’intervento in Consiglio nel dibattito sulla mozione Pontiggia, ha illustrato i passi già fatti dal Comune in questa direzione, sia con Aem che con altri gestori. 460 i casi seguiti dall’ente locale per quanto riguarda morosità Aem; 40 quelli con altri gestori.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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