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Evasione, 8 a processo Attività collegate al 'capo' Spagnuolo

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Si è aperto davanti al collegio (presidente Francesco Beraglia e i giudici Francesco Sora e Christian Colombo) il processo nei confronti di otto imputati accusati di aver fatto parte dell’associazione organizzata dall’imprenditore di Spino d’Adda Luigi Spagnuolo. Lo scorso ottobre, Spagnuolo, attivo nel settore della macellazione, ha patteggiato tre anni e cinque mesi per aver evaso l’Iva per oltre 50 milioni di euro, tra il 2006 e il 2010, attraverso la ‘fabbricazione’ di fatture false. In fase di indagini gli erano anche stati sequestrati beni per 25 milioni di euro. Spagnolo, inoltre, è già stato condannato a tre anni di sorveglianza speciale  di pubblica sicurezza perché ritenuto socialmente pericoloso. Oltre a Spagnuolo, avevano patteggiato in quindici, tra cui la moglie e il figlio.
Per la procura, gli imputati, “attraverso la costituzione di una serie di cooperative di lavoro riunite in consorzi ed operanti nel settore della lavorazione delle carni e nelle connesse attività di facchinaggio e trasporto, interdipendenti tra loro, intestate a prestanomi, di durata limitata e sostituite in tempi brevi da altre di nuova costituzione per rendesi difficoltosi controlli e accertamenti”, avrebbero creato “un meccanismo  fraudolento finalizzato ad evadere l’Iva dovuta all’Erario, operando una fittizia compensazione con fatture per operazioni inesistenti”.
Due imputati devono invece rispondere di riciclaggio del ‘nero’. Per l’accusa, i fatti sarebbero accaduti a Lodi dal 17 gennaio del 2005 al 2009. In sostanza avrebbero trasferito denaro “proveniente dai delitti di frode fiscale” e posto in essere “una complessa attività volta ad occultare il reale valore dell’esercizio bar ‘Caffè Continentale’ di Lodi per ostacolare l’identificazione dell’origine illecita del denaro investito nell’acquisto della licenza, sostituendo la licenza originaria del Bar Nazionale di piazza della Vittoria 44/48, acquistata il 17 gennaio 2005 per 740mila euro versati con il provento dei delitti commessi da Spagnuolo Luigi, e successivamente lasciata decadere per inattività, con altra licenza del valore di 5mila euro, così disperdendo le tracce del denaro investito nell’operazione”.
L’udienza nei confronti delle persone che per l’accusa avrebbero fatto parte della sua ‘cerchia’ è stata dedicata alle eccezioni preliminari. Il processo è stato poi aggiornato al 23 giugno.

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