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Avvocati vs magistrati I numeri della giustizia per le Camere penali

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Il 17 gennaio la Magistratura associata dedicherà la giornata ai cittadini e alla diffusione di dati nell’esercizio della Giustizia. Una decisione che arriva come segno di protesta “contro i recenti interventi riformatori del Governo in materia di efficienza della Giustizia e di responsabilità civile dei giudici”.

A questa iniziativa controbatte il Consiglio della Camera penale di Cremona e Crema “Sandro Bocchi” (presidente è l’avvocato Luca Genesi) aderente all’Unione Camere penali italiane, considerandola, così come si legge nella nota pubblicata sul sito dell’Unione Camere penali italiane, la “dimostrazione, come se ce ne fosse bisogno, di una concezione ‘proprietaria’ della Giustizia e dei luoghi in cui essa si celebra, da parte dei magistrati”. “Bisognerebbe ricordare”, attaccano le Camere penali, “che i cittadini non hanno bisogno di alcun invito per accedere al Tribunale, luogo sacro in cui si svolgono i processi in nome del popolo italiano e di cui i giudici, unitamente a noi avvocati, sono meri protagonisti”. “I numeri forniti dall’Associazione nazionale magistrati”, si legge, “rischiano di offrire una visione autoreferenziale e alterata della situazione in cui versa la Giustizia italiana, nella quale si enfatizza l’efficienza dei magistrati a tutto discapito di una realtà che ci vede, tristemente, fra i primi paesi in Europa per il numero di condanne dalla Corte di Strasburgo per le violazioni commesse dallo Stato ai danni dei suoi cittadini. Non è eliminando l’appello, o prolungando i termini della prescrizione, che si colmeranno quelle lacune o, men che meno, si renderà più celere o più efficiente la giurisdizione”. Per tale ragione l’Unione Camere penali italiane “ha ritenuto di fornire tutti i numeri della Giustizia, a cominciare dalla sostanziale inattuazione del vigente sistema di controllo sulla responsabilità dei magistrati, dall’elevato numero delle riforme delle sentenze di primo grado, per passare al cospicuo importo dei risarcimenti che lo Stato è costretto ogni anno a pagare per indennizzare le vittime degli errori giudiziari, all’inevitabile ricorso, da parte della magistratura togata, all’ausilio di magistrati onorari (avvocati) il cui apporto è determinante per il raggiungimento di quegli obiettivi di produttività che l’Associazione nazionale magistrati enfatizza nel suo manifesto, e che trova causa nell’elevato numero di giudici fuori ruolo impegnati in tutt’altre mansioni, per finire con la disastrosa situazione cagionata dal sovraffollamento delle carceri italiane”.

Ma ecco i numeri forniti dalle Camere penali: “Sono oltre 70.000 i processi che si prescrivono ogni anno nella fase delle indagini preliminari. Chi cerca di far durare il più possibile il processo ?; sono 1.288.171 i procesi penali definiti in un anno solo se si conteggiano, tra i processi definiti, anche quelli dei giudici onorari e degi giudici di pace che spesso, se non sempre, sono avvocati; sono oltre 250 i magistrati onorari togati, fuori ruolo e che ricoprono altri incarichi, mancano gli organici ?; sono 12 i milioni di euro spesi ogni anno per riparare alle ingiuste detenzioni, ma sono solo 9 le condanne per responsabilità civile dei magistrati dall’introduzione della legge Vassalli ad oggi; sono oltre il 40% le sentenze riformate in appello, e lo si deve abolire ?. La Giustizia si misura sulla qualità, non sulla quantità dei processi”.

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