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Amianto osservato speciale: conferenza a Palazzo Pirelli

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Il tema dell’amianto, che nelle ultime settimane è finito spesso sulle prime pagine della cronaca locale, sarà oggetto di un convegno che si svolgerà lunedì 19 presso Palazzo Pirelli a Milano, a partire dalle 17.30. “L’amianto osservato speciale: nelle forze armate, negli edifici pubblici, nei luoghi di vita e di lavoro: quali le soluzioni?”: questo il titolo dell’evento, promosso dall’Osservatorio Nazionale Amianto, a cui parteciperanno anche i portavoce cremonesi, Ivano Bonoldi e Danilo Dilda.

Vi interverranno, tra gli altri, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio, Maurizio Ascione, Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano, titolare della pubblica accusa in diversi procedimenti penali in materia di amianto; Giampiero Cardillo, componente del comitato tecnicoscientifico dell’Ona Onlus; Giulia Gibertoni; Iolanda Nanni e Paola Macchi.

“L’Italia ha continuato ad importare amianto anche dopo il 1992, e le prove verranno rese pubbliche da Bonanni nel corso della conferenza; la mappatura eseguita dall’Associazione conferma che in Italia ci sono ancora circa 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto con contaminazione degli edifici pubblici, tra i quali scuole (circa 2400), ospedali, caserme, etc., che continuano a provocare ogni anno più di 5mila morti, con un trend in aumento almeno fino al 2030″ fanno sapere dall’osservatorio”.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ritiene che “il problema amianto non possa essere affrontato solo con misure giudiziarie  e previdenziali, anche perché le prime sono inefficaci in termini di tutela della salute, le seconde altrettanto e per di più tutte dispendiose, e anzi, l’economia in corso determinerà nei prossimi decenni un aumento esponenziale di spesa pubblica per la previdenza e l’assistenza, anche sanitaria”.

Occorre, dunque, secondo l’Ona, “disporre misure di prevenzione primaria, con la bonifica, in modo da evitare future esposizioni e quindi mettere fine alle patologie, e per coloro che sono stati già esposti stabilire programmi di sorveglianza sanitaria e di adeguata terapia, oltre alle misure previdenziali ed assistenziali con l’incremento del Fondo Vittime Amianto e con il prepensionamento dei lavoratori malati di patologie asbesto correlate e per quelli che sono stati esposti per più di 10 anni”.

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