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All'Ospedale di Cremona al via un protocollo per il trapianto di staminali nel tumore alla mammella

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L’ospedale di Cremona punta a diventare sempre più punto di riferimento per la lotta contro le leucemie. Il grande lavoro che si sta portando avanti sulla ricerca, ha infatti portato a sviluppare un protocollo clinico basato sul trapianto delle cellule staminali, che rappresenta un punto di riferimento nazionale ed europeo per quanto riguarda il carcinoma mammario privo di recettori ormonali. Ma la ricerca e lo studio sul trapianto di cellule staminali ematopoietiche continuano anche per la cura delle malattie ematologiche e di alcuni altri tumori solidi.

Proprio in questa direzione va la borsa di studio messa a disposizione dall’associazione Beat Leukemia, che ha scelto proprio il nosocomio cremonese, e in particolare l’unità operativa di ematologia, diretta dal dottor Francesco Lanza, per finanziare la ricerca. E’ la dottoressaPaola Brambilla, dottore di ricerca in tecnologie biomediche e borsista presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale San Raffaele di Milano, ad aver vinto la borsa di studio, che le ha permesso già per tutto il 2014 di lavorare all’attività di ricerca clinica e sperimentale, approfondendo gli aspetti  professionali caratteristici del ruolo di datamanager, con responsabilità diretta nella gestione di protocolli clinici, sia di tipo osservazionale sia di tipo sperimentale.

Nello specifico, la dottoressa ha seguito la pianificazione delle visite dei pazienti arruolati nei protocolli; l’inserimento dei dati clinici in schede elettroniche studio specifiche (CRFs, Case Report Forms); la processazione di campioni biologici (sangue periferico, sangue midollare, plasma, siero) e preparazione di strisci di sangue periferico necessarie per l’esecuzione di studi  ematologici, immunofenotipici, biochimici e genetico-molecolari. I protocolli clinici, di cui si è occupata nel corso di tutto il 2014, riguardano malattie come la leucemia mieloide acuta, il mieloma multiplo, la leucemia mieloide cronica e hanno in alcuni casi l’obiettivo di valutare l’efficacia di un farmaco sperimentale, rispetto al farmaco di riferimento nella pratica clinica o a placebo, nel migliorare la sopravvivenza globale del paziente; in altri casi lo scopo di monitorare l’effetto di nuovi o convenzionali trattamenti sulla qualità di vita dei pazienti. Accanto alla dottoressa Brambilla, lavora ora anche il dottor Andrea Ravelli, che dopo un’esperienza negli Usa, in uno dei più importanti centri ematologici del mondo, lavora ora al lancio del protocollo clinico sul tumore alla mammella (in collaborazione con la Breast Unit).

“Essendo un ospedale pubblico, per noi non è facile riuscire a fare ricerca – ha detto la dottoressa Simona Mariani, direttore generale dell’Ospedale di Cremona -. Grazie al lavoro con le associazioni, come Beat Leukemia, ci è possibile lavorare anche in questa direzione”.

Fondamentale, però, è anche il sostegno al paziente, come spiega anche il dottor Lanza: “Si tratta di pazienti che necessitano di ricoveri spesso lunghi. Le guarigioni sono pari all’80% circa, ma purtroppo c’è anche chi non ce la fa”. L’unità operativa di ematologia si impegna infatti anche nel sostenere i pazienti e i loro familiari, aiutandoli in tutti i momenti del cammino verso la guarigione e il reinserimento nella vita quotidiana. Il valore della solidarietà, insostituibile contributo per rispondere alle attese profonde della persona, diventa un punto importante nella cura dei pazienti ematologici. A livello strutturale il reparto degenza è stato migliorato al fine di rendere meno gravosa la permanenza in reparto ai degenti che spesso trascorrono lunghi periodi in stanze di isolamento con sofferenze fisiche e psichiche.

Percorsi fondamentali anche per l’associazione, Beat Leukemia, fondata nell’Ottobre 2007 come forum di discussione sul popolare social network Facebook. Il fondatore, Alex Cevenini (il cui fratello Michele è attualmente presidente), malato a sua volta e successivamente morto, aveva un desiderio ambizioso: quello di diffondere in ogni paese del mondo consapevolezza sulla leucemia e le malattie del sangue, e allo stesso tempo offrire supporto alle molte migliaia di persone che condividono la sua stessa condizione.

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