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Scontro Dordoni-Casa Pound, ancora nessun indagato L'appello: 'Sabato sia manifestazione non violenta'

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Sopra, un’auto della polizia e l’incontro tra Giunta e associazioni partigiane (foto Sessa)

Ancora nessun nome è iscritto sul registro degli indagati per le violenze di domenica durante lo scontro tra centro sociale Dordoni e Casa Pound. Gli accertamenti degli investigatori stanno andando avanti per ricostruire la dinamica dell’accaduto, non è però cosa semplice dal momento che le versioni di Dordoni e movimento di estrema destra sono opposte. Ognuno dei due raggruppamenti sostiene infatti con fermezza di essere stato aggredito dai rivali. E le immagini video al vaglio della polizia non sarebbero molto chiare.

Intanto arriva l’appello della Giunta comunale di Cremona e delle associazioni partigiane del territorio in vista della manifestazione nazionale antifascista lanciata per sabato dal centro sociale Dordoni: “Sia una manifestazione non violenta”. Galimberti e assessori hanno incontrato nella mattinata di mercoledì Associazione nazionale partigiani italiani, Associazione nazionale partigiani cristiani e Associazione nazionale Divisione Acqui. Questo l’appello sottoscritto e divulgato: “Cremona è città antifascista, città che ha dato un contributo anche di sangue nella Guerra di Liberazione. Cremona è città della pace contraria ad ogni forma di violenza e prevaricazione, città che lavora per una convivenza più giusta, che guarda ai più deboli e che costruisce occasioni di dialogo e di confronto civili. Nell’anno in cui si celebra il 70esimo della Liberazione dal nazifascismo, riaffermiamo come fondanti i principi della Costituzione, nata dalla Resistenza: la salvaguardia della civile convivenza e delle ragioni dei più deboli, l’uguaglianza fra tutti i cittadini, la messa al bando della violenza. Nell’imminenza della manifestazione indetta per sabato 24 gennaio 2015, a seguito dei gravissimi episodi di violenza recentemente accaduti, confidiamo – si legge – nel senso di responsabilità di tutti ed auspichiamo che la compostezza dei comportamenti, impedisca che ragioni democratiche diventino torti agli occhi dei cittadini che dovessero ritrovarsi la città ferita e sfregiata. In questo momento di grande preoccupazione per le sorti di Emilio Visigalli, che ci auguriamo possa riprendersi al più presto, esprimiamo la nostra vicinanza a lui e alla sua famiglia, e ribadiamo il nostro impegno ad arginare con fermezza ogni forma di deriva fascista, antidemocratica ed eversiva”.

Le condizioni di Visigalli, il 50enne del centro sociale Dordoni gravemente ferito, risultano stabili secondo il bollettino medico di mercoledì pomeriggio: “Persiste stato di coma da trauma cranico. È in corso progressiva riduzione dell’analgosedazione, per necessaria valutazione clinica dello stato di coscienza. Durante la degenza i parametri vitali sono sempre rimasti validi e stabili. La prognosi è riservata”.

Michele Ferro
Sara Pizzorni
redazione@cremonaoggi.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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