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'No fascismo e violenza', appello associazioni Bordo visita Visigalli

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Un appello contro fascismo e violenza e un sit-in antifascista “con flash mob resistente” alle 18 di venerdì davanti alla Prefettura: è quanto hanno sottoscritto e organizzato comitati e associazioni, reti e movimenti, organizzazioni sociali, sindacali e politiche, semplici cittadini. Una rete “unita nella condivisione dei principi, delle culture e delle pratiche democratiche e nonviolente dell’antifascismo” e che “assume una iniziativa di mobilitazione unitaria nella città che intende coinvolgere l’intera comunità cremonese nella riflessione, nella denuncia e nell’impegno contro ogni risorgente neofascismo e contro ogni forma di violenza”. Tra i firmatari ci sono l’Anpi, la Cgil, il Comitato Beni Comuni, Energia Civile, Legambiente, Sel.

“Nell’esprimere una grande speranza collettiva per la vita di Emilio Visigalli, denunciamo – si legge nella nota diramata dai sottoscrittori – l’inaudita gravità dell’azione paramilitare con la quale una cinquantina di squadristi, guidati dai massimi dirigenti cremonesi dell’organizzazione neofascista Casa Pound, rinforzati per l’occasione da ‘camerati’ di Brescia e Parma, hanno preparato e messo in atto l’assalto al Centro Sociale Dordoni. In generale, esprimiamo grande preoccupazione per la crescente propaganda delle ideologie fasciste, naziste e razziste e rilanciamo un forte allarme per la moltiplicazione degli atti di intimidazione, minaccia e aggressione conseguenti alla apertura della sede neofascista. La violenza teorizzata, addestrata, programmata e messa in pratica dai neofascisti rischia di innescare una escalation di intolleranza, sopraffazione e sangue che questa città non vuole e non deve subire.

Si fa appello a tutti i cittadini, alla società civile, alle realtà sociali e culturali, alle organizzazioni sindacali e alle forze politiche democratiche affinché condividano la massima vigilanza e il massimo impegno per la difesa della convivenza pacifica, della libertà individuale e collettiva, della dialettica democratica nell’interesse generale della comunità cremonese. Si chiede alle Autorità Cittadine e alle Istituzioni dello Stato di rafforzare con rigore e determinazione ogni attività necessaria per prevenire e impedire questo gravissimo rigurgito neofascista, impedendogli di condizionare la vita di ciascuno e tutti e di trascinare Cremona in una atmosfera e in una realtà insopportabile che non appartiene alla nostra storia repubblicana ed è ripudiata dalla stragrande maggioranza dei cremonesi”.

L’appello verrà presentato durante una conferenza stampa nella tarda mattinata di venerdì. Questo l’elenco delle prime adesioni: ANPI, ARCI ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE, ASSOCIAZIONE CULTURALE 25 APRILE, ASSOCIAZIONE GIOVANILE “CONTROTEMPO”, AZIONE CIVILE, BILANCI DI GIUSTIZIA, CGIL – CAMERA DEL LAVORO TERRITORIALE, CENTRO GIOVANILE “LUOGOCOMUNE”, CIRCOLO ARCI GAY “LA ROCCA”, CIRCOLO RIVE GAUCHE CASALMAGGIORE, COMITATO BENI COMUNI – ACQUA PUBBLICA, DEMOCRATICI PER CREMONA, ENERGIA CIVILE, FILIERA CORTA SOLIDALE, LEGAMBIENTE, RIFONDAZIONE COMUNISTA, SE NON ORA QUANDO? OLTRE LO SPECCHIO, SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’, UNIONE SINDACALE DI BASE, Ezio Corradi (pres. Coordinamento Comitati Ambientalisti), Luca Penzani (coord. Movimento 5 Stelle).

AUMENTANO LE ADESIONI ALL’APPELLO DI GIUNTA E ASSOCIAZIONI PARTIGIANE – Intanto aumentano anche le adesioni all’appello della Giunta comunale di Cremona e delle associazioni partigiane del territorio affinché sabato la manifestazione nazionale antifascista sia non violenta: “CGIL, CISL, UIL, il Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, il Partito Socialista Italiano, Associazione 25 Aprile, ACLI, Movimento Federalista Europeo, Democratici per Cremona, Forum per la pace e il diritto dei popoli ‘Primo Mazzolari’, la sezione provinciale di Brescia dell’ANPI – si legge in un comunicato del Comune – aderiscono all’appello che la Giunta comunale, unitamente all’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, all’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani e all’Associazione Nazionale Divisione Acqui hanno sottoscritto nell’imminenza della manifestazione nazionale indetta dai centri sociali per sabato 24 gennaio. Poiché ‘Cremona è città della pace contraria ad ogni forma di violenza e prevaricazione, città che lavora per una convivenza più giusta, che guarda ai più deboli e che costruisce occasioni di dialogo e di confronto civili, tutti i firmatari confidano nel senso di responsabilità di tutti ed auspicano che la compostezza dei comportamenti impedisca che ragioni democratiche diventino torti agli occhi dei cittadini che dovessero ritrovarsi la città ferita e sfregiata’”.

FRANCO BORDO (SEL): “I NEO FASCISTI DI CASAPOUND NON POSSONO TROVARE LEGITTIMAZIONE ISTITUZIONALE’ – «’Oggi – dichiara in un comunicato stampa l’onorevole Franco Bordo, parlamentare di Sel – ho ritenuto opportuno e doveroso essere a Cremona per esprimere alla famiglia e ai compagni di Emilio Visigalli vicinanza e solidarietà. Mi sono recato presso l’Ospedale Maggiore di Cremona e il Centro sociale Dordoni dove ho potuto dialogare con alcuni aderenti’. Durante questo incontro, il Coordinatore provinciale di SEL ha espresso la convizione del partito, a cui hanno fatto seguito una serie di iniziative parlamentari, in merito al fatto che una formazione neofascista come Casapound non possa trovare legittimità politica ed istituzionale. Ho avuto modo di rimarcare che la manifestazione di sabato prossimo, oltre che ad esprimere solidarietà ad Emilio, debba essere una grande occasione per conseguire l’obiettivo politico di isolare i fascisti di Casapound e che questo può avvenire solo con il pieno appoggio della città di Cremona e dei suoi cittadini; auspicando che la manifestazione antifascista non venga manipolata e snaturata da soggetti violenti e poco interessati al suddetto obiettivo. In giornata ho anche incontrato il Questore e il Sindaco di Cremona a cui ho evidenziato che chi usa la violenza, il razzismo, la xenofobia per far rivivere le aberrazioni del fascismo deve essere contrastato sul piano culturale, politico, istituzionale e giuridico e che, a maggior ragione oggi, a Cremona le leggi Scelba e Mancino vengano rigorosamente applicate. È con questa convinzione che ho chiesto di prendere seriamente in considerazione unprovvedimento urgente di chiusura di Casapound Cremona, struttura da cui è partita l’aggressionefascista di domenica scorsa”.

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