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Osservatorio Arvedi: ritirata richiesta autorizzativa per aumento della produzione

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Al via ufficialmente l’attività l’Osservatorio Arvedi, riunitosi nel tardo pomeriggio di mercoledì. Non è stata in realtà la prima riunione, ma la 23ª, in quanto esso esiste dal 1989, tuttavia la nuova amministrazione ha voluto cambiare un po’ le carte in tavola rispetto al passato, garantendo una maggior trasparenza. Proprio per garantire questa trasparenza, le riunioni dell’Osservatorio “sono a porte aperte, con invito esteso a tutti i consiglieri comunali dei tre Comuni coinvolti (Cremona, Spinadesco, Sesto ed Uniti) – ha evidenziato l’assessore Alessia Manfredini -. Viene garantita la partecipazione di tutti gli assessori alla partita del Comune di Cremona, e le sedute si terranno con cadenza semestrale. Inoltre, sul sito istituzionale del Comune è stata creata un’apposita sezione nella quale sono pubblicati gli avvisi di convocazione, e saranno inseriti i verbali delle sedute e la documentazione inerente le tematiche di competenza dell’Osservatorio. Sarà infine creato un indirizzo mail dedicato attraverso il quale gli interessati potranno fornire i loro contributi inerenti l’attività di questo organismo”.

“Questo osservatorio si caratterizza per alcune novità – ha aggiunto il sindaco Gianluca Galimberti nel suo discorso introduttivo -. E’ fondamentale innanzitutto il fatto che sia una riunione aperta, a cui tutti possono partecipare, per ascoltare come evolvono le cose. Ma non meno importante, tra le novità abbiamo la partecipazione delle associazioni ambientali, dei Vigili del fuoco e dei sindacati”.

Primi a intervenire sono stati i Vigili del fuoco, che hanno ripercorso le situazioni in cui si sono verificati i tre incendi tra ottobre e novembre scorsi. “A prendere fuoco sono stati i cavi elettrici che scorrono in cunicoli interrati – ha spiegato il comandante. Già dopo il primo incendio abbiamo chiesto all’azienda di mettere in atto alcune prescrizione e di realizzare degli impianti che consentano di ridurre i rischi. Ottima la risposta da parte dell’azienda, che si è subito attivata e che sta lavorando, sotto la nostra supervisione, per realizzare tali interventi correttivi”. Il comandante ha inoltre sottolineato che “La popolazione non ha rischiato nulla durante gli incendi. Gli unici a rischiare sono stati i lavoratori e i vigili del fuoco intervenuti sul posto”.
Si è poi parlato delle autorizzazioni: l’acciaieria ha rinnovato nei mesi scorsi le Aia (Autorizzazione impatto ambientale), mentre a breve partirà un Piano di autocontrollo per tenere monitorati eventi impattanti, come il rumore.

Ma anche sul fronte della società sono emerse novità: Renato Crotti, rappresentante dell’azienda, ha infatti annunciato il ritiro della pratica sull’adeguamento dei dati produttivi: si era infatti ipotizzato un incremento del 30% della produzione, attravarso la riduzione del tempo tra una colata e l’altra. “Invece gli incidenti verificatisi nei mesi scorsi hanno portato l’azienda a 40 giorni di fermo, rendendo quindi non più attendibile l’ipotesi di incremento produttivo”. L’azienda ha inoltre confermato che, nonostante la richiesta di proroga di due mesi per mettere in atto gli interventi sul risanamento acustico, vi è la ferma volontà  di rispettare i tempi concordati con gli enti locali”.

Sono seguite le domande da parte delle associazioni ambientaliste, del presidente del comitato di quartiere, alle quali sono state date risposte puntuali. E’ stato infine presentato il progetto Qcumber, un sistema che permette di incrociare le segnalazioni con dati scientifico applicativi sui tre siti.

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