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Esuberi alla SperlariPiù a rischio 13 lavoratori dell'area commerciale

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Affollate assemblee dei lavoratori oggi alla Sperlari, dove la scorsa settimana è stata annunciata l’apertura della procedura di riduzione del personale per 34 unità. I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno raccolto le preoccupazioni dei lavoratori, in vista del prossimo incontro con l’azienda fissato per il 16 febbraio. Con i dipendenti invece, i sindacati torneranno a rivedersi tra dieci giorni, per scendere nel dettagli delle posizioni individuali.

L’ipotesi di accordo rimane molto in salita, spiega Massimiliano Dolci, segretario di categoria degli alimentaristi Cgil. “Abbiamo colto – afferma – la disponibilità dell’azienda a rivedere gli esuberi annunciati, alla luce di fattori quali incentivi alla fuoriuscita, volontarietà e pensionamenti. In particolare, le maggiori disponibilità a trattare riguardano le macroaree uffici, produzione e logistica, dove complessivamente ci sono 18 esuberi. La parte più ostica è invece quella che riguarda i 13 dipendenti dell’area vendita-commerciale”. Ci sono poi i 4 dipendenti della portineria, per cui è ipotizzabile qualche schiarita.

I licenziamenti annunciati dalla Sperlari (ora Cloetta, la casa madre svedese che è subentrata a Leaf alle precedenti proprietà), gettano un’altra ombra sinistra sul contesto industriale cremonese. Il quadro delineato dalla proprietà è quello di un calo complessivo del mercato dei prodotti dolciari, nonostante il amcrhio Sperlari abbia ripreso quote di mercato. Una crisi che investe soprattutto il settore delle caramelle, a quanto pare una delle produzioni maggiormente in sofferenza. Sperlari, Saila, Galatine, Dietor, Dietorelle sono i marchi leader della multinazionale.

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