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Caso formaggi: assolti in appello i veterinari, a Russo pena ridotta

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Nella foto, la lettura della sentenza di primo grado

E’ stata riformata, in corte d’appello a Brescia, la sentenza di primo grado pronunciata dal tribunale di Cremona il 15 ottobre del 2013 sul processo dei formaggi avariati. Per i tre veterinari Riccardo Crotti, all’epoca dei fatti capo del Dipartimento di prevenzione dell’Asl veterinaria, Paolo Balestreri e Andrea Chittò’, il reato era prescritto, ma la corte, pronunciandosi nel merito, li ha assolti ‘perché il fatto non sussiste’. In primo grado, Crotti era stato condannato ad otto mesi per abuso di ufficio per un solo capo di imputazione, mentre Balestreri e Chitto’ a 6 mesi di reclusione. Pena ridotta da 4 anni a 3 anni e 6 mesi di reclusione per l’imprenditore siciliano Domenico Russo, a capo della Tradel di Casalbuttano (chiusa nel giugno del 2007), dove i prodotti venivano sconfezionati, e della Megal di Vicolungo (Novara), dove i formaggi venivano pastorizzati e lavorati prima della loro immissione sul mercato. Confermata infine la condanna a due anni e tre mesi di reclusione per Luciano Bosio, all’epoca direttore dello stabilimento della Tradel. L’accusa, per Russo e Bosio, era quella di aver “alterato le caratteristiche di vari prodotti lattiero caseari prima che fossero distribuiti per il consumo, rendendoli pericolosi per la salute pubblica”.

La vicenda ha avuto inizio nel 2006 quando la guardia di finanza aveva fermato per un controllo casuale un mezzo pesante contenente  formaggi pieni di muffe, escrementi di roditori, vermi e  inchiostri. Per l’accusa, dal 2004 al giugno 2007  gli imputati “lavoravano formaggi destinati al consumo umano, mescolandovi prodotti per il consumo animale, oppure, in altri casi, prodotti avariati e dall’odore nauseabondo recanti la presenza di estese muffe, di inchiostri, di residui di plastica, di vermi, di topi morti e di escrementi di roditori”. Quel formaggio avariato e putrefatto era merce che doveva essere smaltita, destinata ad uso zootecnico. E invece era stata riciclata e lavorata come prodotto “buono”, di prima qualità.

In primo grado  i tre veterinari erano stati ritenuti colpevoli di abuso di ufficio. Per l’accusa, Crotti aveva procurato a Russo un “ingiusto vantaggio patrimoniale in quanto, pur essendo a conoscenza del fatto che Tradel disattendeva in maniera evidente le norme igienico sanitarie e non si era uniformata alle prescrizioni imposte con provvedimento del 2 ottobre del 2006, ometteva di attivarsi per sospendere o revocare il provvedimento di riconoscimento dello stabilimento o comunque per sospenderne l’attività”. Balestreri e Chittò, invece, avrebbero omesso, dopo aver effettuato il sopralluogo alla Tradel, di far mettere a verbale che la ditta non aveva adempiuto alle prescrizioni igienico sanitarie impartite con provvedimento della Regione Lombardia.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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