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'Consiglio comunale aperto sugli scontri? Nessuna richiesta formale'

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Ecco alcune informazioni rese note dal presidente del Consiglio comunale di Cremona, Simona Pasquali, sulla possibilità di un consiglio comunale aperto sulle violenze di sabato 24 gennaio: in poche parole non c’è una regola specifica e inoltre non è arrivata nessuna richiesta formale.

“A fronte delle informazioni non sempre complete di questi giorni relativamente ad un consiglio comunale aperto mi preme fare alcune precisazioni – scrive Pasquali -. Vorrei, sopra ogni cosa, specificare che il Consiglio comunale è sempre aperto, nel senso di pubblico, e che qualsiasi cittadino può venire in Sala Quadri ad assistere al Consiglio oppure seguirlo via streaming. Il regolamento del Consiglio comunale di Cremona, diversamente da altre città, attualmente non prevede alcun tipo di adunanza aperta, consiglio comunale aperto, o altro strumento di partecipazione attiva della cittadinanza in un dibattito”.

I precedenti degli ultimi dieci anni: “Dai documenti presenti negli uffici ho potuto verificare che negli ultimi dieci anni è stata convocata una seduta congiunta consiglio comunale/consiglio provinciale dedicata alla trattazione di un tema specifico molto importante per la città nonché nell’ambito di un Consiglio Comunale già convocato in forma normale è stata riservata una parte alla trattazione ed al conseguente dibattito aperto sempre su un tema di grande attualità. Contrariamente a quanto si pensi, o si ricordi, questi consigli non sono stati delle assemblee (tipo quelle di quartiere) dove tutti hanno potuto liberamente prendere la parola, ma dei consessi dove chi ha parlato o è stato invitato a farlo oppure si è registrato preventivamente. In deroga al regolamento, dunque, nel primo caso molto prima si è stabilito di pubblicizzare l’evento e le modalità di intervento. Questi due eventi sono stati gestiti non seguendo alcuna regola specifica e quindi ognuno di loro è stato condotto in modo differente, con adeguata preparazione proprio per il carattere di eccezionalità dei temi trattati”.

“E’ mio dovere, inoltre, fare presente che dai fatti del 24 gennaio 2015 a questi uffici non è giunta – conclude Pasquali – alcuna richiesta formale né per un consiglio comunale aperto né per un consiglio comunale urgente, pertanto il già calendarizzato consiglio comunale del 09 febbraio 2015, che sarà dedicato solo agli episodi di violenza, è risultato il più prossimo, consentendo di espletare tutte le formalità di convocazione dello stesso, che equivalgono a circa una decina di giorni. Questo mio chiarimento ha come unico scopo quello di contribuire a dare adeguata informazione delle regole istituzionali ai cittadini, in modo tale che su basi corrette e concrete possano fare le proprie giuste ed opportune riflessioni”.

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Commenti
  • Cremona ai cremonesi

    Voi del consiglio comunale dovreste sapere che la maggioranza dei cremonesi vorrebbe chiusi i centri sociali, e che il cittadino nn ci mette la faccia in prima persona perché timoroso poi delle conseguenze che poi gli potrebbero verificarsi contro

  • Marco

    Per prima cosa chiedo cortesemente a tutti i lettori di esprimere il proprio parere con linguaggio civile al fine di evitare la chiusura di questo spazio di discussione.

    sono convinto che alla fine non verranno chiusi i centri sociali ma, al contrario, la maggioranza troverà la strada per dare la colpa alla precedente Giunta e poi per studiare un documento verboso e confuso (come per la registrazione delle copie gay) che porterà al mantenimento della situazione attuale: si dirà che in fondo non è stata provata la partecipazione dei centro sociali, che il concerto non ha portato danni, che la precedente manifestazione non ha causato violenze ecc. ecc.

    • Felice DiLuglio

      Il concerto avrebbe provocato dei danni?! Davvero? Questa mi é nuova.

  • elia sciacca

    ritengo ingiustificato negare una seduta aperta nella sala comunale sugli
    episodi di violenza alla città fatta dai Black bloc, il cittadino ha il sacrosanto diritto di dire la sua, e di eventualmente fornire indicazioni utili alla sicurezza urbana che si è dimostrata carente, per quanto concerne invece la chiusura dei centri sociali Kavarna e Dordoni dopo oltre 20 anni, a mio sommesso avviso sarebbe un errore, in quanto oramai i centri sono un dato di fatto a Cremona l’imposizione coatta della loro chiusura aumenterebbe il clima di intolleranza, e di sfida non dimentichiamoci che i centri sociali sono frequentati da centinaia di giovani, e meno giovani, ripeto
    centinaia .
    Vorrei rammentare sopretutto ai giovani il tentativo fallito miseramente di chiudere da parte della destra, il centro sociale del Leoncavallo a Milano 20 ed oltre anni fa. Secondo me chiuderli a Cremona sarebbe un errore, con questo non
    voglio giustificare i disastri e gli atti di violenza perpetrati sui patrimoni cittadini da parte dei famosi black bloc, ma so anche che non si troveranno delle precise
    responsabilità da parte degli inquirenti nei confronti del centro sociale
    Dordoni, ripeto chiudere il centro sociale coattamente, dopo tantissimi anni di inerzia da parte della destra e della sinistra sarebbe un errore madornale.
    Oramai i centri sociali Cremonesi hanno acquisito una sorte di diritto di usucapione. vedrete che il Sindaco galimberti dopo le dichiarazioni altisonanti inerenti la chiusura del Dordoni cambierà idea …

    Elia Sciacca