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Ricordo, 500 studenti delle superiori all'incontro con Fiore Filipaz

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Cinquecento giovani studenti di tutte le scuole superiori di Cremona, accompagnati dai loro docenti, hanno partecipato all’incontro per la Giornata del Ricordo a Cremona presso l’Aula Magna dell’I.I.S. “Torriani”, scuola capofila della Rete di Istituti aderenti al Viaggio della Memoria 2015 e al progetto “Essere cittadini europei – Percorsi per una memoria europea attiva”. L’incontro è stato introdotto da Ilde Bottoli, referente del Progetto e da Roberta Mozzi, dirigente scolastico dell’I.I.S. “Torriani” che hanno anche portato il saluto del maestro Mario Ive, Presidente dell’Associazione cremonese dei profughi dell’Istria e della Dalmazia.

Fiore Filipaz, testimone triestina dell’esodo e lo storico Franco Cecotti, dell’Istituto Regionale di storia del Movimento di Liberazione del Friuli-Venezia Giulia, hanno fornito ai giovani sia le coordinate geo-storiche che la sofferta esperienza personale della testimone, per aiutarli a comprendere le gravissime conseguenze che le guerre, ancora oggi, lasciano dietro di sé. Lo storico triestino Franco Cecotti ha illustrato con grande efficacia il complesso contesto storico del confine orientale. Gli eccidi delle foibe istriane dell’autunno  1943 e di quelle giuliane del maggio-giugno 1945, rivolta popolare  contro gli italiani il primo, operazione politico-militare dell’esercito jugoslavo il secondo (per l’annessione della maggior parte del territorio del Friuli Venezia Giulia alla Jugoslavia comunista di Tito) sono stati ricordati attraverso una ricca documentazione di documenti storici e di immagini fitografiche.

Gli eccidi sono stati collocati nell’ampio contesto geo-storico e demografico che ha fortemente condizionato, a partire dalla prima guerra mondiale (di cui ricorre quest’anno il centenario), le sorti e le vicende di quelle popolazioni, fino a giungere ai lunghi anni dell’esodo nel dopoguerra di circa 350.000 mila italiani che abbandonarono l’Istria e la Dalmazia per rifugiarsi in Italia. Fiore Filipaz, accolta con molto affetto dall’ampia platea di giovani, ha ancora una volta “donato” la sua sofferta testimonianza di una bambina di otto anni che si ritrova, insieme ai quattro fratelli, completamente sradicata dalle sue radici nell’Istria, ormai divenuta territorio jugoslavo, per trascorrere dodici anni in una gelida baracca del campo profughi di Padriciano, nei pressi di Trieste. Particolarmente toccante l’evocazione della morte per freddo della sorellina di un anno. Marinella Filipaz è diventata il simbolo di tutti coloro che sono morti di freddo, di malattia dopo aver abbandonato le loro case e le loro terre.

Il vicesindaco di Cremona, Maura Ruggeri, nel portare il saluto del sindaco e dell’Amministrazione comunale, ha sottolineato la “grande rilevanza formativa del progetto ‘Essere cittadini europei. Percorsi per una memoria europea attiva’, patrocinata e sostenuta dal Comune”. Anche la  Dirigente dell’Ust, Francesca Bianchessi , ha valorizzato il progetto esprimendo “apprezzamento alla Dirigente della scuola capofila, Roberta Mozzi, alla referente provinciale del progetto, Ilde Bottoli, ai dirigenti e ai docenti che da anni si impegnano per la trasmissione della Memoria, presupposto fondamentale per la crescita culturale e civile delle giovani generazioni”.

L’intensa partecipazione dei giovani, i loro volti commossi, l’ascolto attento delle parole che Fiore Filipaz ha loro rivolto per raccontare come la sua condizione di profuga l’avesse costretta a rinunciare allo studio, per contribuire con il proprio lavoro al mantenimento della famiglia, hanno contribuito a rendere la Giornata del ricordo un momento che difficilmente verrà dimenticato. L’incontro è terminato con un intenso minuto di silenzio più eloquente di qualsiasi discorso, dedicato alle vittime delle foibe e dell’esodo.

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