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Con 18.500 visitatori chiusa la mostra su Magnum Effetto traino su MdV

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foto Sessa

I numeri parlano chiaro: con 18.500 ingressi totalizzati fino a ieri, ultimo giorno di apertura, la mostra “La nascita di Magnum. Robert Capa – Henri Cartier-Bresson – George Rodger  – David ‘Chim’ Seymour”, ospitata dal Museo del Violino di Cremona, può considerarsi un successo. Per la maggior parte giovane (dai 25 ai 50 anni) e culturalmente elevato il pubblico, stando alle interviste realizzate nel corso dell’esposizione. Molti i visitatori da fuori Cremona: Milano, Piacenza, Bologna, Parma, Reggio Emilia, Modena, le città di provenienza per il 65% di essi. Tantissimi poi i gruppi fotografici provenienti da tutto il nord Italia  (Genova, Venezia, Torino, Firenze, Lodi, Verona) e buon successo con le scolaresche (800 gli allievi delle scuole che hanno visitato la mostra). Un numero di visitatori così elevato ha portato grandi benefici a tutta la città (fra bar, ristoranti, trattorie ed altri monumenti aperti). Ottimi anche i risultati della sinergia con il Museo del Violino: sono stati circa 4mila i biglietti cumulativi museo-mostra fotografica portando così molti visitatori venuti a Cremona per la fotografia a conoscere anche il Museo del Violino e i suoi tesori.
Tantissimi i commenti entusiastici sulla mostra, come riporta il book delle firme. A ulteriore testimonianza del successo riscosso, anche gli oltre mille cataloghi (di cui si è già realizzata una prima ristampa) venduti al bookshop del museo (insieme con gadget, segnalibri e cartoline con foto Magnum). Un risultato nel complesso incredibile, se si tiene conto che era dal 2006 (anno della mostra sui dinosauri dell’Apic) che a Cremona non si teneva una grande esposizione a pagamento. Che parla di una scommessa vinta.
E fra le tante scommesse vinte dagli organizzatori, anche quella di far scoprire lo spazio espositivo dentro il Museo del Violino, location ideale anche per una nuova grande mostra allo studio per il periodo di Expo.

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Commenti
  • cactus

    A me pare che qualche riflessione invece la si debba fare. Perchè un Museo del Violino, nato da poco, che dovrebbe puntare tutto sulla sua specificità, senta invece l’esigenza di fare una mostra fotografica dedicata peraltro ad un argomento estraneo al museo, fa nascere qualche domanda e meriterebbe una riflessione. Infatti, si parla di un effetto traino per lo stesso Museo, che evidentemente ha bisogno, già ora e nonostante il forte investimento inziale e di gestione, di argomenti ed espedienti esterni alla propria finalità per attirare visitatori.

  • Sorcio Verde

    L’accostamento Apic-Museo del violino è senza dubbio ben augurante….