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A2A: nel termovalorizzatore di Brescia solo rifiuti urbani e non pericolosi

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A2A, la multiutility dell’energia e dei servizi ambientali che ha riunito Aem Milano e Asm Brescia, invia alcune precisazioni in merito all’articolo “Il procuratore Dell’Osso lancia l’allarme su smaltimento rifiuti nocivi”, resoconto delle dichiarazioni del procuratore generale della Corte d’Appello di Brescia nel suo intervento all’interno dell’incontro organizzato a Cremona in sala Maffei il 16 febbraio dall’associazione “Società Libera”.

“A2A intende precisare che al termovalorizzatore vengono conferiti esclusivamente rifiuti urbani e speciali non pericolosi in conformità a quanto previsto dall’Autorizzazione Ambientale che specifica le tipologie dei materiali secondo codici (denominati CER) previsti dalla legge.
Nel testo dell’articolo sono contenute affermazioni che possono ingenerare, sull’opinione pubblica, infondati timori circa la provenienza dei rifiuti che vengono utilizzati nel termovalorizzatore di Brescia per produrre energia elettrica e calore per la rete di teleriscaldamento della città.
E’ importante ricordare che A2A Ambiente riceve i materiali già caratterizzati secondo i codici attribuiti dal produttore del rifiuto, verifica la relativa accettabilità mediante acquisizione di certificazione che riporta le caratteristiche chimico-fisiche del rifiuto ed effettua verifiche a campione, differenziate in base alla tipologia di rifiuto secondo un protocollo notificato agli enti competenti. Tale protocollo elenca le tipologie di controlli (amministrativi, visivi e analitici) anche in relazione alla tipologia di rifiuto. Inoltre, il sistema di tracciabilità dei rifiuti consente in ogni momento e per ogni rifiuto di individuare tutti gli elementi essenziali del materiale (produttore, CER, trasportatore, quantità, date di arrivo, ecc).
Tipologia, quantità e provenienza dei rifiuti sono comunicati mensilmente agli enti di controllo e pubblicati sul sito del Comune di Brescia.
La relazione ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) di fine 2014 ha accertato che il 46% dei materiali conferiti al termovalorizzatore di Brescia è rappresentato da rifiuti urbani che provengono dalla regione Lombardia; la restante quantità è costituita da rifiuti speciali non pericolosi provenienti anche da altre regioni d’Italia. Niente a che vedere con rifiuti pericolosi o nocivi, ad esempio scorie metalliche, come adombrato nell’articolo.
La medesima relazione ARPA ha evidenziato la conformità della tipologia dei rifiuti (CER) all’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’impianto e la loro corretta provenienza”.

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