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Tari, vademecum per non perdersi tra i bollettini

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foto Sessa

Il Comune si rende conto del disagio dei cittadini sulla Tari e chiarisce attraverso l’assessore al Bilancio Maurizio Manzi alcuni aspetti non chiari che stanno creando confusione e rabbia. Lo ha fatto attraverso un incontro  coi giornalisti sabato a mezzogiorno, prendendo spunto dalle lettere inviate ai giornali e ai numerosi commenti apparsi su testate on-line e social network.

1) BOLLETTINO CON IMPORTI PIU’ ALTI – UTENZE DOMESTICHE . Il confronto va fatto tra i bollettini arrivati in questi giorni, che riportano quanto dovuto per la Tari 2014 ricalcolata, e quanto pagato con la Tarsu 2013. Da questo confronto emerge una diminuzione degli importi per alcune tipologie di famiglie (1 – 2 persone) e un rincaro anche considerevole per le famiglie numerose (dai 5 componenti in su). La media degli aumenti è del 40% sulle famiglie di 5 persone e del 60% per quelle con sei componenti (199 le famiglie di questa tipologia). L’aumento è dovuto sia alla correzione delle percentuali attribuite alle due macro categorie (utenze domestiche – non domestiche) in seguito alla scoperta dell’errore, per cui le domestiche contribuiscono al 64% e le non domestiche al 36% del costo del servizio; sia al fatto che nel 2013 la legge non obbligava ancora il gestore a coprire l’intero costo del servizio. Solo con il 2014, e con l’entrata in vigore della Tari, i Comuni sono stati obbligati a caricare il 100% del costo del servizio svolto da Aem Gestioni sui contribuenti. D’ora in poi, ovviamente, sarà sempre così. Da notare che la Tarsu 2013 aveva attribuito il 53% del costo del servizio alle utenze domestiche e il 47% a quelle non domestiche. Una differenza inferiore rispetto a quella ricalcolata per il 2014 (64% – 36%). Per il 2015 aspettiamoci che le cose cambino ancora, perchè le pesature a campione effettuate da Comune e gestore sulle utenze non domestiche lo scorso autunno, dopo la scoperta dell’errore, hanno evidenziato un riequilibrio tra le due macro categorie: 56% domestiche e 44% non domestiche. Ulteriori pesature a campione verranno fatte nelle prossime settimane, perchè in primavera cambia la tipologia dei rifiuti (più verde, ad esempio). Ad ogni buon conto: non si può sapere adesso quanto pagheremo con la Tari 2015 i cui bollettini arriveranno a luglio.

2) VERSO LA TARIFFAZIONE PUNTUALE – A maggior ragione è impossibile prevedere il peso della tassa rifiuti nel 2016, quando entrerà in vigore il sistema identificativo dei rifiuti indifferenziati prodotti da utenze domestiche e non domestiche. Ad ogni contribuente verrà distribuito un primo kit di sacchi neri dotati di un tag (una sorta di targa che identifica l’utenza). A seconda di quanti sacchi in più verranno richiesti dagli utenti, si pagherà di conseguenza. In questo modo sarà fortemente incentivata la raccolta differenziata.

3) ‘UNA QUESTIONE DI EQUITA'” – La tassa rifiuti così come pagata finora, avverte Manzi, non è del tutto equa. “Infatti, per le utenze domestiche, alcune zone di Cremona usufruiscono della raccolta differenziata porta a porta e altre no; nella maggioranza delle abitazioni il ritiro dei sacchi avviene con l’ingresso degli operatori nei condomini, ma altri tipi di abitazioni sono escluse. Tra le utenze non domestiche, per alcune tipologie di esercizi commerciali il ritiro della differenziata avviene anche più volte al giorno, per altre no. Insomma, al momento ci sono almeno 5 -6 tipi di raccolta rifiuti non omogenei tra loro e tariffe non differenziate a seconda del servizio che gli utenti ricevono. Con il nuovo sistema cercheremo di correggere questo meccanismo”.

4) ‘VERIFICATE LE AGEVOLAZIONI PREVISTE’ – Le agevolazioni sulla Tari sono diverse,  con abbattimenti tariffari per famiglie numerose, reddito, età. Occorre però comunicare al Comune di averne diritto, perchè la legge non prevede agevolazioni automatiche. Sul sito del Comune o presso la sede delle Entrate di via Geromini sono disponibili moduli e informazioni. Molte delle attività più penalizzate dall’errore delle percentuali nel 2014 hanno scoperto solo lo scorso anno di aver diritto ad abbattimenti tariffari: le superfici adibite a somministrazione infatti hanno un coefficiente più alto dei magazzini o degli scantinati.

5) I CITTADINI ABBIANO FIDUCIA – La bufera scatenatasi sull’Ufficio Entrate, con il procedimento avviato contro il dirigente Mario Vescovi ed un funzionario (“iter non ancora concluso”, avverte Manzi) rischia di compromettere il già difficile rapporto tra contribuenti e fisco locale. “Quello delle Entrate è uno dei servizi più delicati – afferma Manzi -. I cittadini devono avere massima fiducia in quel servizio: per questo assicuriamo vigilanza e formazione del personale. Quanto è successo ha fatto emergere una grande voglia di riscatto da parte del personale, consapevole che quanto accaduto genera discredito sull’intero ente.  Mi sono affiancato al personale dell’ufficio nel lavoro riorganizzativo intrapreso, il personale verrà messo nelle condizioni di lavorare con tranquillità. Tra l’altro a breve entrerà in funzione il servizio informatico arrivato già la scorsa primavera e non ancora attivo”.

Giuliana Biagi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Guest3

    Ma x le attivitá? Tipo ai bar che erano arrivate delle mazzate sono diminuite o aumentate?

  • Uno_qualunque

    Perché adeguamento al costo deve corrispondere ad aumenti della TARI per i contribuenti e non contenimento delle spese e lotta agli sprechi, come in una < azienda sana ?