3 Commenti

Inceneritore, in Regione analizzati gli scenari possibili del decommissioning

inceneritore-evid

Si è svolto questa mattina un nuovo incontro – in Regione Lombardia, del gruppo di lavoro interistituzionale del protocollo di decommissioning del termovalorizzatore di Cremona. Per il Comune di Cremona erano presenti l’assessore al Territorio e alla Salute Alessia Manfredini e la dirigente del Settore Sviluppo, Lavoro e Area Vasta Mara Pesaro.

Oggi si è tenuta l’audizione del ricercatore Enzo Favoino, dal 1990 tecnico e ricercatore presso la Scuola Agraria del Parco di Monza, un centro di ricerca che ha avuto un ruolo fondamentale in Italia ed Europa per lo sviluppo ed il consolidamento delle pratiche di raccolta differenziata, riciclaggio, compostaggio, riduzione. Assieme ai colleghi ha progettato, realizzato e coordinato diversi programmi operativi nel settore della gestione sostenibile dei rifiuti, sviluppando strategie innovative per l’organizzazione dei circuiti di raccolta.

“Sono stati affrontati, in generale, i possibili scenari alternativi agli inceneritori la cosiddetta ‘exit strategy’, la dismissione progressiva a partire dagli impianti più vetusti e per quelli che hanno raggiunto il limite di vita tecnica utile, le metodologie per individuare i piani finanziari a supporto e gli impianti alternativi – spiegano dal Comune -. Tenendo conto sempre del decreto noto come “Sblocca Italia”, i tecnici regionali hanno confermato che Regione Lombardia ha già avuto contatti con il Ministero dell’ambiente in vista delle redazione della lista della rete degli inceneritori nazionali prevista del decreto governativo”.

A margine della riunione sono stati esaminati anche con i tecnici di Arpa i dati ambientali ed energetici dell’inceneritore di Cremona messi a confronto con gli altri inceneritori lombardi. La prossima riunione è prevista per la fine di marzo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Nokia

    Così Cremona rinuncia a 7.500 TEP di risparmio energetico e rinuncia a restituire il favore ricevuto 24 anni fa da Caserta per 80.000 tonnelate di RSU (Incasso per il Comune 12 milioni di euro). Meditate…meditate…

  • cavaliere_irriverente

    Non vi siete ancora stufati di fare da zerbino per l’ufficio stampa di questa amministrazione?

    Sono l’unico che ancora si chiede che fine hanno fatto i dati della ricerca nascosti in un cassetto dell’assessore solo perché non conformi al “mandato”?
    Non conformi al mandato è un sinonimo per risultati diversi da quello che si vuole?

    Perché ogni volta che c’è un incontro politico fra enti uscite con una dettagliata relazione che il generoso ufficio stampa vi passa, mentre quando c’è una riunione tecnica sulla fattibilità di fare certe operazioni uscite con due righe di circostanza l’ufficio stampa non più generoso pensa che siamo tutti ignoranti che facciamo fatica a capire?

    Sono stufo di essere preso in giro da questa amministrazione che continua ad usare i nostri soldi per ricerche solo perché non conformi a quello che vuole!
    Perché non avete usato questi soldi per diminuire la Tari?

  • Nokia

    Non mancano gli esempi d’inserimento dei termovalorizzatori in pieno contesto urbano. E’ il caso di Parigi, Copenhagen e di Vienna, in cui sorge l’impianto di Spittelau, noto per essere stato decorato negli anni ’80 dall’artista e architetto ambientalista Friedensreich Hunderwasser e segnalato tra le mete turistiche. Un caso recente è rappresentato dal termovalorizzatore di Barcellona, di cui si è occupata anche la trasmissione televisiva “Super Quark”. L’impianto, che ha una capacità di smaltimento di un migliaio di tonnellate al giorno, è situato a poche centinaia di metri da uno dei quartieri residenziali più moderni e frequentati della città, in cui sorgono strutture che ospitano congressi, manifestazioni culturali, conferenze, alberghi e ristoranti lussuosi. Non basta: proprio sotto la piazza principale di questo quartiere si trova il depuratore delle acque reflue urbane che ha una capacità equivalente a due milioni di abitanti. Gli impianti sono attivi 24 ore su 24, eppure la loro presenza non interferisce minimamente con la vita della città; merito delle tecnologie adottate ma anche di una cultura consapevole e aperta alle innovazioni.