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'Ndrangheta, pressioni estorsive su un imprenditore cremonese

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C’è anche la vicenda di un imprenditore della provincia di Cremona investito da pressioni di matrice ‘ndranghetista nelle carte delle indagini sulla mafia calabrese (in particolare sulla cosca Grande Aracri) fra Emilia e Lombardia. Si tratta della vicissitudine di un uomo attivo del settore immobiliare, originario di questo territorio ma con molti affari fatti fuori dai confini provinciali. Gli episodi che si riferiscono a lui, scoperti dai carabinieri e risalenti principalmente al 2012, sono ricostruiti nel fascicolo del versante mantovano delle indagini antimafia (versante in cui, come si vedrà, compare almeno uno dei nomi delle persone arrestate fra Cremona e Castelvetro). Di questo quadro c’è traccia anche nell’ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari di Mantova ha ricostruito l’inchiesta e non ha convalidato il fermo in carcere di alcuni dei soggetti bloccati (non coinvolti nella vicenda dell’imprenditore in questione), mandandoli ai domiciliari ma riconoscendo indizi di colpevolezza.

Secondo gli investigatori è stato Salvatore Muto (fra gli arrestati per associazione mafiosa tra Cremona e Castelvetro, il presunto guardaspalle del referente dei Grande Aracri nell’area del Torrazzo Francesco Lamanna) a mettere in contatto l’immobiliarista con tale Antonio Rocca, 44 anni, ritenuto il referente nel Mantovano del raggruppamento malavitoso dei Grande Aracri. Salvatore Muto avrebbe lavorato per l’immobiliarista e vantato un credito di circa 40mila euro da riscuotere dall’imprenditore. L’intervento di Rocca secondo quanto emerso dall’inchiesta è servito per fornire una sorta di protezione, in realtà dalle caratteristiche estorsive, che ha liberato l’immobiliarista dalle insistenti richieste di denaro di altri soggetti calabresi estranei alle indagini sfociate nei recenti blitz. Con la collaborazione di un affarista e sedicente commercialista parmigiano 50enne, Paolo Signifredi, Rocca sarebbe poi riuscito a portare via all’immobiliarista svariati beni di valore, per centinaia di migliaia di euro.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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