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Biciplan in ritardo, Fasani attacca Bonali risponde: ‘Presto in commissione’

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AGGIORNAMENTO – Non si fa attendere la risposta di Filippo Bonali, consigliere delegato dal sindaco Galimberti alla costruzione del Piano per la mobilità ciclabile (Biciplan), alla mozione depositata da Federico Fasani, consigliere d’opposizione che lamenta ritardi nella stesura.

“Cogliamo con piacere – afferma Bonali, capogruppo di Sinistra per Cremona – il fatto che alcuni consiglieri della minoranza si siano interessati al tema e che alcune loro idee siano incredibilmente coincidenti con alcune linee base del biciplan che si sta approntando. Tali linee base, comuni peraltro ai biciplan già redatti in altre città e facilmente rintracciabili sui siti web istituzionali, sono state i punti di partenza della discussione all’interno degli uffici comunali quando a fine 2014 è cominciato il percorso. Vi sono ormai degli obiettivi consolidati dall’esperienza di chi da anni ha affrontato la ciclabilità come una vera soluzione per la mobilità sostenibile che vanno seguiti e accompagnati con provvedimenti per migliorare la sicurezza delle piste esistenti o la creazione di nuove. Il confronto con le esperienze di altre città ha permesso all’Amministrazione di capire che normalmente la realizzazione di un Biciplan necessita di quasi un anno.
“Sono già state effettuate una decina tra riunioni preliminari, riunioni più tecniche con la presenza di circa una dozzina di persone di vari settori comunali, sopralluoghi sul campo ed anche incontri specifici con i comitati su esigenze urgenti (vedasi sottopasso di Picenengo, sottopasso via Persico, un prossimo incontro per le ciclabili a S.Felice)”.

Dichiarandosi più interessato i contenuti che alla polemica politica, Bonali ricorda poi quali sono  i 3 aspetti principali del Biciplan cittadino:

“1- una “rete di forza” di piste ciclabili che coprano i percorsi abituali dei ciclisti, in modo da incentivare l’utilizzo della bici nei percorsi giornalieri, per le quali si stanno approntando delle schede descrittive per meglio comprendere le proposte e le ipotesi da valutare;

2- il miglioramento dei servizi connessi alla ciclabilità: parcheggi, bike sharing, pompe pubbliche, cartellonistica dedicata ecc..

3- una massiccia campagna di comunicazione per vari target e argomenti: sicurezza, rispetto delle regole, incentivo all’uso della bici ecc…
Per quanto riguarda la partecipazione l’intenzione è quella di aprire il confronto sulla bozza di biciplan in divenire che contiene delle proposte concrete. Abbiamo scelto la strada della concretezza e su questo aspetto ci attendiamo il confronto. L’idea è quella di un primo passaggio in commissione ambiente a marzo e poi un confronto con i quartieri soprattutto per le ciclabili di competenza, per poi giungere ad una configurazione finale condivisa.
Va tenuto conto che il percorso intrapreso è intrecciato anche alla nuova proposta del piano della sosta e della mobilità ed è per questo che necessita di alcuni tempi tecnici e di valutazioni di diverse soluzioni viabilistiche su cui si aprirà il confronto con la cittadinanza.
Si fa notare ancora che è già attiva la mail biciplan@comune.cremona.it per ricevere sia suggerimenti che segnalazioni”.

LA MOZIONE DI FASANI – “Che fine ha fatto il Biciplan promesso dalla Giunta, come strumento per creare una vera e propria rete di piste ciclabili in città?”, si chiede Fasani  nella mozione depositata in Consiglio. “Da mesi non fanno che parlare di un fantomatico bici-plan, un altro documento segreto che non viene condiviso – sottolinea il consigliere – . A questo progetto sta lavorando un tavolo talmente ristretto che più che un bici-plan è un ‘bici-clan’…”. In effetti del progetto ancora non si è parlato in alcuna commissione, né tantomeno in Consiglio, quasi fosse qualcosa di ‘top-secret’.

“Il mio sospetto è che vogliano arrivare a presentare un progetto già pronto e completo senza condividere nulla del percorso di stesura: l’ennesima cosa calata dall’alto, da parte di chi millanta condivisione” evidenzia ancora Fasani, che a sua volta offre qualche spunto progettuale: “Le ciclabili devono essere connesse e competitive con i tragitti tradizionalmente percorsi in automobile. Altrimenti non servono o servono poco. Devono intercettare una fetta di fruitori altrimenti sono solo esercizi didattici – spiega -. Invece per ora dal Comune abbiamo visto solo interventi a spizzichi e bocconi, senza ancora un progetto complessivo”. Il consigliere chiede di “promuovere, in seno alla Commissione Consiliare preposta, l’apertura di un lavoro di condivisione dei contenuti e delle strategie del piano in oggetto”, ma anche di “valutare la possibilità di considerare alcuni spunti, estremamente sintetici, quali proposte non vincolanti per iniziare un lavoro progettuale della Commissione Consiliare preposta”.

“La rete dei tracciati potrebbe essere composta da 3 principali macro-elementi: tracciati extra ‘costruito’ detti raggi; ‘ring’ di margine; reticolo urbano”. In particolare, evidenzia il documento, “si potrebbero individuare due tipi di tracciato: il primo dedicato ai trasferimenti quotidiani (lavoratori, studenti ecc) che dovrà essere protetto, illuminato, sicuro e dovrà sostanzialmente favorire i collegamenti con le frazioni abitate (prioritario il collegamento con Cava e Boschetto); il secondo di tipo ludico e ricreativo, con valenza naturalistica non necessariamente contraddistinto da pavimentazioni omogenee illuminazione ecc. Per questo secondo tipo di tracciato sarebbe interessante prevederene l’intersezione con parcheggi e stazione autobus e treno onde favorire l’intermodalità”.

Il progetto di ring “dovrebbe riuscire a connettere tutte le porzioni di tracciato esistenti poste sul margine dell’abitato urbano (tale elemento ha forte relazione con il Pgt esistente). Una volta costituito consente l’attraversamento della città senza necessariamente inoltrarsi nelle zone più densamente costruite. La sua realizzazione è sicuramente utile posto che l’ospedale, alcune scuole, gli impianti sportivi, i parchi urbani, il Soldi, ed i maggiori poli terziari e produttivi sono ubicati sui margini urbani.
La sua realizzazione contribuirebbe anche a rivalutare e valorizzare le aree periferiche della città favorendone lo sviluppo secondo quanto previsto dalle strategie di pianificazione. Tale tracciato dovrà essere protetto, ombreggiato, illuminato e adeguatamente segnalato.
Inoltre risulta evidentemente strategica una connessione tra ‘ring’ e ciclabile Vento magari favorendo il ruolo delle Colonie Padane quale ‘stazione’ di ingresso alla città”.

Un’ultima riflessione è quella sul reticolo urbano, che secondo Fasani è “frammentato. Potrebbe essere utile impostare un restauro del reticolo attuale prevedendo casomai la realizzazione di piccoli tratti necessari per la razionalizzazione dei tracciati. In via prioritaria si deve affrontare il tema della messa a norma dei tracciati esistenti anche attraverso le ipotesi di limitazione del traffico in alcune zone”.

Laura Bosio

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