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Educazione antimafia, fronte comune di scuole della provincia di Cremona

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La scuola fa fronte comune nell’impegno antimafia e anticorruzione: tre importanti progettualità interesseranno contemporaneamente nei prossimi mesi centinaia di ragazzi di superiori, medie ed elementari (con varie sfumature a seconda dell’età) della provincia di Cremona. Si tratta di tre programmi che, lanciati da realtà scolastiche locali, hanno ottenuti punteggi tra i più alti della Lombardia e hanno così guadagnato anche un piccolo contributo economico (qualche migliaio di euro, non molto ma già qualcosa di questi tempi) nell’ottica dei due bandi “Corruzione e criminalità organizzata: azioni contro l’illegalità” e “Centri di promozione della legalità“ predisposti dall’Ufficio scolastico regionale in collaborazione con la Regione. In tutti e tre i casi, importante la collaborazione dell’associazione “Libera contro le mafie”.

E’ il Manin di Cremona la scuola capofila del progetto che prevede la costituzione di un centro di legalità locale, con una sorta di coordinamento tra scuole sul tema della lotta alla corruzione e della criminalità organizzata. La volontà è la creazione di un osservatorio permanente, un centro di promozione della legalità. Il percorso è già partito tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo con formazione per i docenti e un incontro destinato ai ragazzi sulla trasparenza. In rete una decina di scuole del territorio provinciale: con il Manin ci sono Aselli, Einaudi, Galilei, Romani, istituto comprensivo Cremona uno, istituto comprensivo Crema due, istituto comprensivo Diotti, istituto comprensivo Visconteo, istituto comprensivo Cremona quattro. Con collaborazioni come quelle di Comuni (Cremona, Crema e Casalmaggiore), Agenzia delle entrate, Prefettura, e Università Cattolica. I prossimi passi saranno legati ad attività di formazione, anche con esperti chiamati a intervenire grazie al sostegno organizzativo di “Libera contro le mafie”. Un percorso lungo (con molte attività di sensibilizzazione sul tema della legalità, costruite a misura dell’età dei ragazzi coinvolti) che si concluderà alla fine del prossimo anno scolastico. Tra gli obiettivi la realizzazione di un sito internet in cui saranno pubblicate le attività del centro di legalità (grazie al supporto dell’istituto scolastico tecnologico Galilei di Crema) e di una biblioteca della legalità (anche digitale).

Il Torriani di Cremona è invece l’istituto capofila di un progetto su agromafie e filiera del cibo. Nella rete delle scuole lo Stanga, il Vida (liceo), il Ghisleri e l’istituto comprensivo di Vescovato. Fra le collaborazioni quelle di Coldiretti e di Comuni, come Cremona e Vescovato, paese in cui prima delle vacanze estive, nell’ottica del progetto, ci sarà una festa in piazza all’insegna di prodotti tipici locali e di prodotti provenienti da terreni confiscati alle mafie. Il percorso progettuale prevede incontri con esperti e laboratori su questioni come le ecomafie (a partire dal Rapporto ecomafie di Legambiente), i rischi di infiltrazione nella filiera del cibo e l’importanza della qualità dei prodotti e dell’etichettatura. Alcune classi delle superiori hanno già avviato una serie di incontri con la cooperativa Pandora. Tra le attività in programma anche la visione del film “La nostra terra” con studenti delle medie, per riflettere sulla storia di un terreno confiscato a un boss e dato in affido a una cooperativa di giovani. Per i più piccoli, quelli delle elementari, previsto un lavoro incentrato prevalentemente sulle ricette tradizionali e sul cibo di prossimità. Da settembre una seconda parte del progetto prevede per alcune settimane anche il tema “Expo dei popoli”, in particolare le questione “Nutrire il pianeta”, in collegamento con l’importanza della legalità: con alcune classi delle superiori in programma pure una visita a Cascina Triulza.

L’Anguissola di Cremona è capofila di un progetto sulla partecipazione e sulla cittadinanza attiva contro le mafie. Nella rete il Munari, l’istituto comprensivo di Castelverde, la Matilde di Canossa, la Beata Vergine e la Sacra Famiglia. Tra le collaborazioni, quelle di Prefettura e Comune di Cremona. Inizio a marzo e fine a ottobre. Una prima fase prevede attività di formazione di studenti con Libera e Gruppo Abele. Un’attività di formazione che punta ad affrontare il crimine organizzato e le mafie al Nord. Successivamente si metteranno insieme le esperienze fatte per arrivare all’ultima parte del progetto, che prevede presentazioni di elaborati realizzati dagli studenti alle classi più giovani delle scuole coinvolte. L’obiettivo è affrontare il tema e veicolare messaggi importanti attraverso il punto di vista dei ragazzi con l’aiuto degli adulti.

Tutto, s’è detto, è permesso anche grazie al supporto del coordinamento provinciale di “Libera contro le mafie”, che proprio per i ragazzi quest’estate promuoverà l’esperienza “Estate liberi”, cioè diversi giorni di volontariato in terreni e beni confiscati alla criminalità organizzata.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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