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Pastificio Corticella a rischio chiusura Preoccupazione per i 70 dipendenti

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Foto: Sessa

Una nuova tegola occupazionale potrebbe abbattersi sulla nostra provincia con la ventilata chiusura del pastificio Corticella di Corte de’ Frati. L’ipotesi è stata lanciata due giorni fa al tavolo tra dirigenza aziendale ed Rsu, nel quadro di una ristrutturazione del gruppo Newlat di Angelo Mastrolia (proprietario anche del marchio Buitoni) di cui lo storico stabilimento fa parte. Lunedì è convocata l’assemblea dei dipendenti. Crisi di mercato, difficoltà nelle fornitura ad alcuni centri acquisti, ristrutturazioni profonde nel comparto della lavorazione del grano, uno dei due settori– insieme al latte – di cui si occupa il gruppo.

Dai sindacati locali per ora nessun commento, in attesa dell’assemblea dei settanta dipendenti dello stabilimento. Ovviamente ci si augura che la chiusura resti soltanto una ipotesi ma a Corte de’ Frati e nei paesi vicini, di cui il pastificio è uno dei centri d’occupazione, la preoccupazione è molta. Il caso potrebbe finire al tavolo nazionale del sindacato degli alimentaristi in quanto il gruppo Newlat ha porta nazionale: hanno infatti tre stabilimenti per la lavorazione del grano a Corte de’ Frati, Eboli, Campobasso e Bologna e due – Reggio Emilia e Lodi – per quella del latte.

Lo stabilimento di Corte de’ Frati è nato dal trasferimento dell’Ex Pasta Combattenti di Cremona (passata al gruppo Cerealicoli della Lomellina e dal 2006 alla Newlat SA, poi solo Newlat) dalla storica sede di via Ghisleri-via Rialto ceduta alla Esselunga dopo un devastante incendio. Il pastificio di Corte de’ Frati  ha una superficie di circa quarantamila metri quadrati e(con superficie coperta di 20mila), un magazzino di prodotto finito capace di 10mila pallet di stoccaggio e una capacità produttiva di paste secche e bio di 90 mila tonnellate l’anno.

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