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Open day prevenzione Duemila accessi negli ospedali

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foto Sessa

Anche quest’anno l’open day prevenzione dedicato alle donne ha rappresentato un’autentica opportunità di salute: complessivamente sono 1993 le prestazioni eseguite negli ospedali di Cremona, Oglio Po e opera pia Mazza a Pizzighettone. Questo il dettaglio delle visite.

Visite senologiche: Ospedale di Cremona 342; Ospedale Oglio Po 260; Fondazione Opera Pia Luigi Mazza 130. Visite ginecologiche: Ospedale di Cremona 125; Ospedale Oglio Po 170; Fondazione Opera Pia Luigi Mazza 5;  visite cardiologiche: Ospedale di Cremona 220, Ospedale Oglio Po 40; Fondazione Opera Pia Luigi Mazza 50; Consulenze per la menopausa: Ospedale di Cremona 60; consulenze per la valutazione del rischio di patologie cerebrovascolari in menopausa: Ospedale di Cremona 50.

Consulenze per la donazione del sangue cordonale: Ospedale di Cremona 4; Ospedale Oglio Po 5.  Consulenze per la valutazione del rischio di osteoporosi: Ospedale di Cremona 50; Ospedale Oglio Po 60;  Consulenze per la valutazione del rischio di tromboembolismo venoso: Ospedale di Cremona 150; Ospedale Oglio Po 100; Fondazione Opera Pia Luigi Mazza 120.

Un giorno dopo l’8 marzo, l’ospedale di Cremona, quello di Oglio Po e l’opera pia Mazza di Pizzighettone hanno aperto le porte alle donne per l’open day di prevenzione dedicato, quest’anno, anche alla cardiologia e ad altre attività informative oltre che alla tradizionale prevenzione in campo senologico. Considerevole l’affluenza nelle tre strutture. Sono state effettuate visite ginecologiche, cardiologiche e senologiche gratuite e senza prenotazioni; consulenze per la menopausa, per la valutazione del rischio di patologie cerebrovascolari, per la donazione del cordone, per il rischio di osteoporosi e per il rischio di tromboembolismo venoso. In particolare, le visite cardiologiche con ECG, rientrano nel progetto “Banca del cuore”. Le donne che si sono sottoposte a visita cardiologica hanno ricevuto la BancomHeart- una card simile ad un bancomat con le credenziali di accesso alla banca del cuore, un grande database accessibile dal cittadino e dal medico di famiglia.
I reparti interessati sono stati quelli di ginecologia, neurologia, medicina trasfusionale, oltre agli operatori dell’Asilo Nido Aziendale.

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