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Truffe, si sospetta banda 'in trasferta' 'Veri tecnici? Telefonare e verificare'

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Al citofono i truffatori si sono presentati come addetti di aziende delle utenze domestiche, cercando di farsi aprire per puntare a denaro e beni di valore: dopo la mattinata di lunedì, in cui numerose sono le case prese di mira e due sono i colpi andati a segno, è possibile mettere insieme gli elementi raccolti dalle varie forze dell’ordine per un quadro più chiaro dell’accaduto. Se in in un primo momento si temeva che con il passare delle ore potessero aumentare le segnalazioni di truffe riuscite, è ora possibile dire che ciò non è avvenuto. Due sono rimasti i casi di raggiro in porto raccolti dagli uffici di polizia e carabinieri. Molti i tentativi fatti, soprattutto al quartiere Po. Si parla di una decina di citofoni suonati. Ma anche altre zone periferiche della città sono finite nel raggio d’azione dei truffatori. Uno dei di due colpi riusciti ad esempio – quello per cui è intervenuta la polizia – è avvenuto al Cambonino. Il sospetto è che sia entrata in azione una banda, molto probabilmente proveniente da fuori provincia in una sorta di “mordi e fuggi”. Quattro o forse cinque i possibili componenti, divisi su diverse zone di Cremona (difficile pensare a un unico nucleo che rischia di imbattersi in controlli rimanendo troppo a lungo allo scoperto negli spostamenti da un quartiere all’altro). Non si è purtroppo rivelata utile la segnalazione di una macchina sospetta, troppo generica per contribuire in modo determinante, nell’immediato, nelle ricerche avviate dalle forze dell’ordine dopo le truffe.

Uno dei consigli principali che arrivano da poliziotti e carabinieri è quello di non aprire subito la porta di casa a sconosciuti, anche se all’apparenza in grado di ispirare fiducia. Prestare ugualmente massima attenzione se dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità (in almeno un caso, lunedì mattina, i truffatori hanno utilizzato anche tesserini fasulli presentandosi come tecnici di un’azienda energetica). “Ed è meglio verificare con una telefonata all’azienda nominata se effettivamente sono stati mandati addetti porta a porta”, spiega un agente, che aggiunge: “Importante è diffidare da chi invita a consegnare denaro o oggetti di valore”.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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