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Truffatore vende ambasciata Usa a Roma, a giudizio anche il complice cremonese

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Nella foto, da sinistra l’ambasciata Usa a Roma e il palazzo della Fao

Una truffa da sogno degna del principe Antonio De Curtis con la vendita della fontana di Trevi nel film “Totòtruffa”. Nella storia, che questa volta non è un film, è coinvolto anche un 60enne cremonese, rinviato a giudizio dalla magistratura di Roma insieme a tre complici e alla “mente” del raggiro, Wolfgang Kroll, 60enne di Monaco di Baviera, soprannominato il Totò tedesco, che nella capitale ha cercato di vendere nientemeno che l’ambasciata americana a Roma, il palazzo della Fao, il centro commerciale Porte di Roma e, a Milano, un centro Auchan. Agganciata la persona da truffare, e cioè un ricco imprenditore residente a Monaco, il gruppo era riuscito ad intascare oltre un milione e 300 mila euro di caparra. A processo insieme a Kroll, come scrive “Il Messaggero”, andranno Walter Baccini, 60enne di Cremona, Annalisa Morganti, 50enne romana e Donato Perazzolo, veronese, che pare venisse presentato come il dottor “Gnes”, un fantomatico delegato alle trattative per Porte di Roma da parte dell’Intesa San Paolo. Le accuse sono di truffa e falso in atto pubblico. Parti lese, oltre all’imprenditore, figurano anche un notaio, la banca Intesa e il ministero degli Interni. Il gruppo, infatti, aveva creato anche fideiussioni, conti bancari e una infinità di documenti, tutti risultati falsi.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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