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Sicurezza, altre reazioni dopo visita viceministro: 'Proposte per rinforzi'

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Sopra, il viceministro Bubbico a Cremona (foto Sessa)

Anche i sindacati di polizia Siap, Siulp e Coisp tornano a prendere posizione sulla questione sicurezza, con una nota, dopo la visita del viceministro dell’Interno Filippo Bubbico a Cremona (vedi link in basso), che ha pure incontrato le organizzazioni sindacali del territorio. Incontro in cui “ognuno ha potuto esprimere le proprie opinioni in merito all’indiscutibile carenza di organico e di automezzi, criticità che investono tutti gli uffici della nostra provincia (Questura, Commissariato, Polstrada, Polposta, Polfer)”, si legge, dopo un riferimento alla lettera pubblica inviata nei giorni scorsi al ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Solo gli ingenui – viene dichiarato nella nota, firmata dai segretari provinciali Marco Severino, Roberto Filippini e Claudio Sposito – potevano attendersi risposte differenti da quelle ottenute nella circostanza, quali: ‘…La carenza del personale è una difficoltà rilevata anche in altre realtà…. L’inaugurazione dell’Expo richiederà ulteriori sforzi… Si potranno affrontare questi problemi solo a partire dall’anno 2016…’. Come testimonia la nostra storia, queste organizzazioni sindacali continueranno con determinazione a denunziare una situazione difficile e stressante per quei colleghi che, sebbene non più giovani di età, devono sempre farsi carico anche di servizi aggiuntivi”.

Prosegue la nota: “In attesa dell’agognato aumento dell’organico, dopo aver ascoltato i colleghi, ci è sembrato quindi utile proporre da subito una politica di migliore razionalizzazione dell’esiguo personale tuttora presente (anche per un’equa distribuzione dei rilevanti carichi di lavoro) partendo col rivedere i servizi del centralino, degli autisti e della vigilanza ininterrotta alla Prefettura. Qualcun altro (che ricordiamo qui rappresenta l’11% ed il 2,5 % del personale) ha legittimamente manifestato una posizione diversa; rilasciando anche, purtroppo, dichiarazioni che non ci aspettavamo: ‘Noi non vogliamo venire meno al nostro mandato sindacale e lasciarci andare a elucubrazioni (alias fantasticherie) che non ci appartengono…’. Premesso che a Cremona il Siap, il Siulp ed il Coisp rappresentano rispettivamente il 23%, il 19% ed 6% del personale (per un totale pari al 48%), a queste organizzazioni sindacali (in particolar modo ai loro rappresentanti locali) non appartiene la politica del ‘vaneggio’. Le proposte di queste organizzazioni sindacali sono chiare, trasparenti, motivate, facilmente perseguibili:
a) recuperare gli operatori del centralino della locale Prefettura (agenti di polizia ed operatori tecnici) predisponendo un risponditore automatico come installato in molte altre Prefetture d’Italia, come ad esempio è stato fatto a novembre 2014 alla Prefettura di Cuneo, per potenziare la sala operativa della locale Questura oggi incrementata anche dal servizio Nue (Numero unico di emergenza);
b) programmare un solo autista per la Prefettura, come da sempre avviene per il Questore di Cremona e per altre Amministrazioni pubbliche;
c) predisporre il servizio di vigilanza alla Prefettura (sede anche del Comando di Polizia provinciale) con orario 08/14 e 14/20, come avviene già da tempo in altre città, attivando la videosorveglianza negli orari di chiusura presso l’attigua Questura;
d) considerato che il Prefetto è autorità di pubblica sicurezza di tutte le forze dell’ordine, far equamente concorrere alla vigilanza anche le altre forze di polizia”.

“Queste – concludono Siap, Siulp e Coisp – sono le prime nostre proposte (non elucubrazioni), delle quali intendiamo richiederne l’attuazione o conoscerne l’eventuale diniego. Come intendiamo conoscere quali siano le motivazioni per cui non vengono fatti espletare determinati servizi (es.: squadra volante, accompagnamento cittadini immigrati, ecc.) ad alcuni soggetti che si sono dichiarati più volte ‘privilegiati’. Nel frattempo, qualcuno ci ha confidato che il richiamo ai ‘…tempi di guerra terroristica islamica integralista…’ per evitare che tali interventi organizzativi si realizzino è solo un infelice tentativo di preservare il proprio status a discapito di tanti altri colleghi meno fortunati. Nell’augurarci che tale motivazione non corrisponda al vero, ci riserviamo di formulare al Questore specifiche istanze che saranno poi rese note a tutto il personale”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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