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Provincia, il personale dimezzato vale 8 milioni: taglio di 3,50 euro ai buoni pasto

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Ha un valore pari a 8 milioni e 191mila euro la cura dimagrante imposta dalla legge di stabilità alla Provincia di Cremona per quanto riguarda il dimezzamento del costo del personale. La ‘fotografia’ del personale ad aprile 2014 è stata pubblicata oggi all’Abo Pretorio della Provincia, un obbligo derivante dalla Legge di Stabilità 2015 che ha accelerato i tempi per la trasformazione delle vecchie Province nei nuovi enti di Area vasta. Come noto, la legge di Stabilità stabiliva di dimezzare drasticamente la spesa per il personale, a prescindere da decisioni sul loro riassorbimento in altri enti o agenzie. In parole povere: tagliare subito i costi delle Province, senza sapere chi e dove avrebbe svolto i servizi. E senza aspettare il riordino delle funzioni a cui dovrebbero provvedere i vari osservatori regionali (a tutt’oggi Regione Lombarcia non ha deciso in che misura riassorbire il personale dell’Agricoltura, ad esempio).

La ricognizione compiuta in Provincia ha quantificato in 16.382.403 euro  la spesa complessiva annua per il personale, di cui 15.280.000 per la parte fissa, 1.007.000 euro per la parte accessoria e 93.900 per il lavoro straordinario. Sul destino del personale che lascerà la Provincia, i termini sono necessariamente vaghi: il personale soprannumerario infatti, si legge nella delibera, “seguirà i diversi percorsi di ricollocazione individuati nella circolare n.1 del 29 gennaio 2015 a firma del Ministro per la semplificazione….”. Al momento, come si diceva, senza certezze.

Contestualmente, la Provincia ha assunto un atto di indirizzo per un ulteriore contenimento della spesa per il personale: riduzione da 10,50 a 7 euro il valore del buono pasto, di cui due terzi pagato dall’ente  (riduzione in linea con quanto avviene in altre Province) e  proposta di introduzione della settimana lavorativa con due rientri pomeridiani invece degli attuali quattro, fatte salve particolari esigenze di alcuni uffici. Ad esempio, i cantonieri addetti alla manutenzione delle strade potrebbero vedersi allungato l’orario a sei giorni su sette per tutto l’arco dell’anno, compatibilmente con le condizioni di luce. Attualmente invece è in vigore da aprile ad ottobre. Anche l’orario dell’ufficio turistico (Iat) avrà una sua ridefinizione particolare per non togliere servizi agli utenti.

La riduzione dei rientri pomeridiani porterà all’ente il vantaggio di risparmiare sui buoni pasto, visto che il personale ne può usufruire solo con l’orario spezzato.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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