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Ferimento Visigalli, due di Casa Pound in carcere per tentato omicidio Gli accertamenti dell'inchiesta: 'Dordoni ha dato via alle violenze' Ai domiciliari per rissa anche Emilio Ecco chi sono i 16 arrestati Le parole del procuratore e del questore: 'Ricostruiti i fatti, senza pregiudizi'

https://www.youtube.com/watch?v=Zgit3bTQX-Y&feature=youtu.be

Sopra, la registrazione della telecamera comunale analizzata dagli investigatori

AGGIORNAMENTO – La Questura ha confermato: due esponenti di Casa Pound in carcere con l’accusa di tentato omicidio per quanto accaduto all’esponente del centro sociale Dordoni Emilio Visigalli, altri due esponenti del Dordoni in cella con l’accusa di rissa aggravata alla luce del ruolo e della pericolosità e dodici persone (sette di Casa Pound e cinque del Dordoni) ai domiciliari sempre per rissa aggravata. Le indagini sui fatti del 18 gennaio in via Mantova sono sfociate nella notte tra giovedì e venerdì nell’esecuzione di sedici misure cautelari da parte della polizia, richieste dal pm Laura Patelli e firmate dal giudice per le indagini preliminari Pierpaolo Beluzzi. Per l’esecuzione dei provvedimenti hanno collaborato equipaggi del Commissariato di Crema e uomini del Reparto prevenzione crimine e del Reparto mobile.

Foto Sessa

Gli investigatori raccogliendo testimonianze, utilizzando intercettazioni ambientali e telefoniche e grazie alla registrazione di una telecamera comunale di via Mantova nella quale non si vede lo scontro ma gli esponenti di estrema destra nei minuti precedenti davanti al bar Matisse, hanno ricostruito la dinamica dei fatti, secondo cui è stato il Dordoni (in seguito all’affissione di adesivi di Casa Pound sull’esterno del centro sociale e a un tentativo di chiarimento fallito) a dar luogo allo scontro attendendo con caschi e mazze gli esponenti del movimento di estrema destra che si stavano dirigendo alle macchine provenendo dal Matisse senza alcun segno di imminente violenza (considerato il loro comportamento e l’assenza di bastoni e altro, tutto ripreso dalla telecamera di via Mantova puntata sulla zona del Matisse attorno alle 18,30, pochissimi istanti prima dello scontro avvenuto nel piazzale davanti al Dordoni, a pochi metri di distanza). Ma non si può parlare di legittima difesa, dal momento che secondo la ricostruzione della polizia Casa Pound ha accettato lo scontro e i suoi esponenti, in alcuni casi impossessandosi di ciò che i rivali avevano tra le mani, si sono dati parecchio da fare. La ricostruzione smentisce quanto più volte sostenuto dal Dordoni, ossia un agguato da parte del gruppo di estrema destra.

IN CARCERE – In cella a Cà del Ferro per tentato omicidio dopo le botte a Visigalli (che non portava il casco secondo quanto ricostruito) sono finiti i due esponenti di Casa Pound Gianluca Galli (leader della sezione cremonese e già candidato sindaco alle ultime elezioni comunali) e Guido Taietti, trentenni, entrambi accusati parallelamente di rissa aggravata. In carcere, sempre a Cremona ma solo con l’accusa di rissa aggravata, anche il 21enne Michele Arena e il 58enne Alberto Birzi del Dordoni, il primo per il suo ruolo di organizzatore nelle violenze e l’altro per la pericolosità (a casa aveva mazze e spranghe, come hanno fatto sapere dagli uffici della polizia).

AI DOMICILIARI – Tra le persone finite ai domiciliari c’è il 50enne Emilio Visigalli, come gli altri accusato di rissa. Le intercettazioni (effettuate pure nella stanza d’ospedale) hanno fatto inoltre emergere la sua volontà di rivalersi con azioni vendicative, hanno spiegato dalla Questura. Gli altri ai domiciliari del Dordoni sono il 28enne Jonathan Carnesella, il 27enne Filippo Esposti, il 24enne Andrea Romagnoli e il 25enne Gianluca Rossi. Ai domiciliari di Casa Pound il 32enne Matteo Bassanetti, il 22enne Michael Gorini, il 27enne Lorenzo Ranelli, il 22enne Rubens Rubini, il 21enne Riccardo Scandolara, il 21enne Andrea Visigalli (nessun legame diretto con Emilio Visigalli) e il 21enne Stefano Zaffanella. Quasi tutti gli arrestati sono cremonesi.

Il procuratore Roberto di Martino e il questore Vincenzo Rossetto venerdì mattina hanno sottolineato che si è proceduto nella ricostruzione dei fatti, meticolosa e senza alcun pregiudizio, e che l’ordinanza con le 16 misure cautelari è la conseguenza di queste indagini. Con loro a spiegare l’operazione della polizia presenti il dirigente della Squadra mobile Nicola Lelario, il dirigente della Digos Angelo Lonardo e il vicequestore vicario Gerardo Acquaviva.

Di Martino (foto Sessa)

LE PAROLE DEL PROCURATORE – Di Martino ha esordito esprimendo dolore per la strage al Tribunale di Milano ed è poi passato all’inchiesta sullo scontro Dordoni-Casa Pound. “Parliamo – ha dichiarato – di fatti in cui al centro c’è la violenza. La violenza è dismissione della razionalità, l’uomo diventa bestia. La politica dovrebbe essere espressa con le forme dialettiche, non con la forza fisica. Con il lavoro coordinato dal pm Patelli è stata fatta una ricostruzione dettagliata. Molti gli elementi raccolti. Tra cui intercettazioni, anche ambientali nella stanza d’ospedale di Visigalli. Molte le dichiarazioni di testimoni estranei allo scontro, che avrebbero potuto avere interesse a difendere qualcuno ma che hanno fornito elementi utili. Ma di più su questo punto non dico. Importante il filmato registrato nella zona del bar Matisse”. “Oggi – è andato avanti di Martino – non possiamo dire che c’è stato un agguato di Casa Pound. Il nostro compito è ricostruire i fatti, senza sottofondo politico, non ci sono quindi provvedimenti presi in modo speculare nei confronti di entrambe le parti, l’ordinanza è solo frutto degli accertamenti. Da Casa Pound c’è stata una completa accettazione della rissa, loro devono risponderne. Non si può parlare di legittima difesa. All’inizio esponenti di Casa Pound hanno cercato di invitare gli avversari a scontrarsi a mani nude. Successivamente hanno pure cercato di accedere al centro sociale. Ripeto, qui non si parteggia per nessuno. Visigalli è stato oggetto di percosse anche a terra, hanno infierito su di lui. Siamo in attesa della perizia medico-legale per valutazioni ulteriori, per confermare o meno la gravità indiziaria del reato di tentato omicidio. In più è emerso che Visigalli covava propositi vendicativi, che avrebbero portato al coinvolgimento di altri soggetti”.

Rossetto (foto Sessa)

LE PAROLE DEL QUESTORE – Rossetto ha parlato di “lavoro svolto per ricostruire i fatti senza pregiudizi”. “Il 18 gennaio – ha detto – abbiamo fatto un intervento immediato e identificato molti testimoni. Abbiamo poi effettuato intercettazioni e analizzato le registrazioni video”. Tensioni nelle ore prepcedenti: “La sera prima dello scontro c’è stata una discussione tra due del Dordoni, uno dei quali amico di Galli di Casa Pound, e i due sono venuti alle mani. Inoltre il giorno dopo, al mattino, sull’esterno della sede del Dordoni sono stati rinvenuti adesivi di Casa Pound. La cosa è stata letta come una provocazione dagli esponenti del Dordoni. Nell’intervallo della partita di calcio, allo Zini, c’è stato un confronto tra un esponente del Dordoni e Galli di Casa Pound nel tentativo di chiarire ed evitare violenze. L’esponente del Dordoni ha poi informato i responsabili. Alla luce di quanto emerso il chiarimento non c’è stato e il Dordoni ha organizzato l’agguato. Casa Pound ha poi oltrepassato il limite della legittima difesa. In carcere sono finiti esponenti di maggior rilievo delle due parti. Ringrazio la Procura, i miei collaboratori, la Squadra mobile, la Digos. Il personale è stato chiamato a un impegno straordinario. Mentre contemporaneamente si lavorava sugli accertamenti per quanto accaduto durante la manifestazione del 24 gennaio e veniva portata avanti l’ordinaria amministrazione”.

Lelario (foto Sessa)

LE PAROLE DEL DIRIGENTE DELLA SQUADRA MOBILE – Lelario ha poi descritto il filmato, “utile per ricostruire la dinamica e i ruoli”: “Si vedono esponenti di Casa Pound con Galli e tifosi della Cremonese al Matisse. Il contenuto del filmato supporta gli elementi raccolti con gli altri accertamenti. Esponenti di Casa Pound si allontanano e si dirigono verso le macchine. Improvvisamente due di loro tornano al Matisse per chiedere aiuto ma altre persone alla fine non vengono coinvolte nello scontro perché estranee agli screzi. La rissa dura qualche minuto. Nel video si vedono anche persone che si avvicinano per vedere cosa stava accadendo. L’atteggiamento degli esponenti di Casa Pound precedente agli scontri è oggettivamente quello di chi non sta per mettere in atto violenza. Nel video si vede anche il fumo dell’estintore usato dal Dordoni per disperdere i partecipanti allo scontro e permettere così di portare Emilio Visigalli, ferito, all’interno del centro sociale. Siamo intervenuti subito. Le forze dell’ordine stavano lavorando per via della partita Cremonese-Mantova. Una delle prime segnalazioni del personale parlava della presenza di esponenti di Casa Pound davanti alla sede del Dordoni (secondo quanto poi ricostruito hanno cercato di entrare, ndr)”.

Si temono nuove violenze? Il procuratore di Martino: “Ci auguriamo non ci siano nuovi episodi di violenza”. Si avvicina la ricorrenza del 25 aprile. Il questore Rossetto: “Sono ottimista”.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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Commenti
  • Cremona ai cremonesi

    Hanno aggredito per primi, dichiarato il falso , fatto rivoltare la città come un calzino, e quel posto e’ ancora aperto? Hanno detto che i loro avversari sono dei violenti quando lo sono loro per primi. E via a dare la colpa ai pseudo fascisti del nuovo millennio… Adesso chiudete subito il dordoni ed il kavarna, covi di violenti e bugiardi. La verità finalmente a galla .

  • Ray Hetto

    Da anni sussistono buone ragioni per sloggiare quei covi. A prescindere dalle questioni ideologiche basta chiedere ai poveri vicini di casa del Dordoni o del Kavarna quali siano le funzioni “sociali” che esplicano. Che ne so, basta farsi un giro al Cascinetto e guardare in che stato è ridotto… E chi nel corso di tutti questi anni ha concesso più che l’uso direi l’abuso di quelle strutture dovrebbe darne conto alla cittadinanza (eh si, anche la passata amministrazione si è limitata come tutte le precedenti a riconfermare la disponibilità degli spazi a costi irrisori senza vere obiezioni). La questione oltre a presentare un peso economico di rilievo ha dei pesanti risvolti sul piano della legalità, del decoro nonché del sacrosanto diritto degli abitanti dei quartieri interessati (che pur pagano tasse/addizionali varie) di vedersi tutelati dai propri amministratori. Prevenire? Curare? Per anni e anni non si è fatto proprio nulla e ora che piaccia o no si raccolgono i frutti…

  • PIERMASSIMO GHIDOTTI

    La ricostruzione dei fatti è la vera novità.Sperando di non sbagliare mi pare sia la non intenzionalità alla violenza di esponenti Casa.. come si desume dai virgolettati:….è oggettivamente quello di non mettere in atto violenza…(dirigente squadra mobile)….Casa ….ha poi oltrepassato il limite della legittima difesa(dott.Rossetto,questore).Se i funzionari del Ministero dell’interno potessero rispondere ai quesiti di semplici cittadini,cosa peraltro inconsueta e non ammessa, chiederei di sapere:
    al dirigente squadra mobile:se non vi era atteggiamento minaccioso devo ritenere che alcuni soggetti tranquilli viaggiano con spranghe nella loro immediata disponibilità,poichè la stampa ha sempre riportato che Visigalli ha subito sprangate al cranio?E verso questi soggetti che evidentemente non sono autorizzati a portare oggetti atti ad offendere,in passato sono stati presi provvedimenti di controllo o la disponibilità detta,abbinata certo alla tranquillità dei forti, è un elemento di cui i funzionari non erano al corrente?
    al dott.Rossetto,questore,se potessi chiederei in merito alla sua dichiarazione,se effettivamente pronunciata:
    perchè se trattasi di ….aver oltrepassato il limite di legittima difesa… i due inquisiti lo sono stati per (concorso in) tentato omicidio e non per eccesso colposo di legittima difesa?
    Ecco,caro signor questore,mi permetta un consiglio:in situazioni delicate come questa sarebbe opportuno essere chiari e precisi e non parlare,ammesso che lo abbia fatto,in modo spannometrico disperdendo in tal modo un lavoro prezioso fatto “senza pregiudizi”.Tanto più che l’aggravante del concorso,ammesso che esista, presuppone,in linea teorica,una premeditazione……Ammesso che abbia letto correttamente l’accusa.
    Ecco la vera novità:Visigalli ha tentato il suicidio!
    Ma io sono solo un povero paisano.Ecco forse…..
    Pasolini,1974:io so,io so….ma non ho le prove.
    Ho espresso la mia opinione:mi preparo per Tolmezzo?

    • bvzpao

      leggi meglio: quelli di casa pound si sono impossessati delle armi di quelli del csa. e poi hanno menato ancora più forte.

      • PIERMASSIMO GHIDOTTI

        Carissimi,ognuno legge come vuole e crede a quello che vuole,anche alla fata Turchina e Pinocchio.bvzpao,sei del ramo? Ricordati,e parlo per esperienza di vecchio,prima o poi qualcuno che mena più forte di te lo troverai sempre,coraggio.
        Ognuno può anche fare quello che vuole,magari firmarsi con nome e cognome e non come i compari(molti nemici,molto onore ma niente nomi,mamma non vuole)
        Caro Alessio sei il più perspicace:bisogna tenere conto..delle circostanze… hai messo il dito nella piaga:radunarsi ad un tiro da avversari feroci e famelici cos’è? coglioneria o provocazione?Ecco leggiamo tutti con la nostra mente oltre il nostro naso e,come diceva Sergio Ramelli,meglio soli che male accompagnati.Ma lui,carissimi,era di un’altra pasta e ha meritato il mio rispetto.
        Ora ho altro da fare.Non interverrò più,meno male.Saluti.

        • alessio

          non e’ qustione di credere o non credere alla fata turchina,e’ questione di leggere l’articolo…e comunque non c e nessuna vergogna a non mettere il cognome su internet, le sue allusioni sono poco rispettose e chiaramente tese a delegittimare le risposte al suo commento… Cos’e’, sono tutti stupidi? Buonagiornata

        • PIERMASSIMO GHIDOTTI

          Il rispetto che meriti,caro Alessio,mi costringe per una volta a derogare dalla mia intenzione.Le mie “allusioni” rispondevano a 2 commenti grezzi e uno,il tuo,solo un poco più motivato.Come vedi ho raggiunto il mio scopo,tu hai usato la tua intellettualità per argomentare sul mio contributo e quindi hai usato il cervello:a me basta.
          Proprio per questo,però,mi costringi ad invitarti ad utilizzarlo ancora con una premessa di carattere generale.
          Siamo in uno strano paese dove funzionari dello stato che a Genova hanno costruito prove false (sentenza in giudicato:le bottiglie molotof della Diaz sono false) sono stati tutti promossi e se leggiamo bene la sentenza di Strasburgo essa qualifica alcuni appertenenti alle forze dell’ordine come autori di tortura.E’ ovvio che non si deve generalizzare ma il dato consente una certa sfiducia.Io ho guardato il filmato e sinceramente sono rimasto perplesso.
          Avrai notato che ho posto una domanda retorica ciascuno a due funzionari ma nessuna al procuratore.Perchè?
          Perchè la disamina del procuratore mi sembra corretta,uguale alle altre due,ma con sfumature certo diverse.
          Ora se poi esprimere una opinione fuori dal coro è reato …..
          Possiamo pensare che certe sottolineature confuse o certi termini siano usate a caso?
          E poi perchè se io faccio una domanda retorica a tizio e caio,risponde sempronio che non ho tirato in ballo?
          Sono legittimato a credere che sempronio abbia la coda di paglia?
          “Leggi l’articolo” è l’accusa: “io non credo neppure alla Madonna” è la difesa.
          Se vorrai espletare un esercizio rileggiti con calma e attenzione tutte le dichiarazioni poi….potrai,è ovvio,continuare a pensarla come vuoi.
          Sul non qualificarsi in modo chiaro non sono d’accordo.
          Buona giornata a te.

          • bvzpao

            “io non credo neppure alla Madonna” può starmi bene, quindi io posso non credere alla ricostruzione dei fatti che il dordoni ha proposto oppure no? perché le risposte che hanno dato dopo il 24g, su di me, fanno l’effetto che su di te ha fatto la sentenza di strasburgo; con la differenza della frequenza.
            E’ per questo che c’è la magistratura, le indagini, i processi, ecc. e non conta che loro non li riconoscano o che continuino a delegittimarli chiamandoli fascisti. Non puoi dubitare ad libitum. Personalmente pensavo che Casa Pound fosse andata preparata, più preparata, nei pressi del dordoni. Sentire una ricostruzione dei fatti che li mette sullo stesso livello di imbecillità mi rincuora nei miei criteri (sono vecchio anche io e ho imparato a giudicare). Se poi i compagni si sono fatti provocare hanno torto marcio due volte. E vogliamo parlare di un altro vecchio che cova sentimenti di vendetta violenta? no. Ho ancora un velo pietoso per questa faccenda, lo uso per lui.

    • alessio

      Basta leggere l articolo per capire, come le ha gia risposto bvzpao. Il limite di legittima difesa puo essere superato anche DI PARECCHIO arrivando a configurazioni di reati ben piu gravi…bisogna tenere conto d tutto il quadro accusatorio, delle circostanze, delle azioni..mi sembra una cosa elementare

    • gin

      ma leggi meglio l’articolo!!!

    • lore

      La invito a leggere meglio l’articolo.
      Lorenzo

    • Gianni Fraschetti

      le spranghe le hanno levate di mano agli altri. Insomma sono andati attrezzati per menare e invece hanno preso un fracco di legnate

  • bvzpao

    potrei scommettere dei soldi sulla prossima dichiarazione del dordoni:”la polizia fascista stravolge i fatti e arresta i compagni assaliti dai loro sodali di casa pound. ma l’antifascismo non si processa. via casa pound dalla nostra città. il 24g non avete visto niente”

    • Cremona ai cremonesi

      Lo hanno fatto quelli di alternativa comunista , povera cremona. Ma nn possiamo mandarli ad accogliere i profughi ?

  • Gianni Fraschetti

    ma cosa vuole dire “hanno accettato lo scontro”….si sono difesi…Gli altri erano armati di mazze e loro a mani nude. In dibattimento quelli di CPI verranno assolti con tante scuse, questi sono arresti politici, fatti col bilancino