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Disordini, respinti i domiciliari: Croce resta in carcere

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Anche Mattia Croce, oltre al bresciano Aioub Babassi, resta in carcere. Per il 20enne cremonese frequentatore del Kavarna, arrestato per danni provocati durante i disordini scoppiati durante la manifestazione dei centri sociali del 24 gennaio, il giudice Guido Salvini ha respinto la richiesta degli arresti domiciliari presentata dal difensore Marilena Gigliotti. Nelle motivazioni il giudice parla del “percorso di riflessione critica su quanto commesso” iniziato da Croce, ritenendo plausibile, anche se non certa, la possibilità che il ragazzo fosse in stato di alterazione a causa dell’assunzione di Lsd e gin, come dichiarato dal 20enne, ma per il giudice “non sono comunque cessate le esigenze cautelati”: “L’indagato ha chiarito in modo probabilmente ancora incompleto il suo ruolo e la genesi degli eventi” e “i precedenti dell’indagato non sono rassicuranti” se si pensa al pericolo di reiterazione di reati analoghi. In caso di arresti domiciliari a Cremona l’indagato “sarebbe immediatamente risucchiato dagli ambienti che frequentava”. Il giudice parla inoltre di “soggetto fragile” e afferma che “il rientro, anche solo parziale di Croce nel contesto in cui sono avvenuti i fatti vanificherebbe qualsiasi esigenza di natura preventiva sia con riferimento alla sua persona sia di natura generale”. Il magistrato nelle motivazioni parla comunque di decisione da considerasi “in prospettiva ‘aperta’ a soluzioni di altro genere”, come un percorso di recupero e riabilitazione agli arresti domiciliari in una comunità lontana da Cremona.

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