3 Commenti

Premio Tansini, ecco le tesi 'cremonesi' che hanno vinto

a

Sabato mattina nella Sala Azzurra di Palazzo Comunale si è svolta la cerimonia di consegna del Premio biennale intitolato alla memoria di Enrica Sovena Tansini, istituito nel 1987, destinato a tesi di laurea (triennale o magistrale) in storia cremonese o in storia dell’arte cremonese. I premi sono stati consegnati dal consigliere comunale Luca Burgazzi, presidente della Commissione consiliare Cultura, in rappresentanza del sindaco Gianluca Galimberti, a Federica Re e Stefano Macconi.

A seguito del bando sono pervenute, entro il termine stabilito, otto tesi di laurea. La commissione giudicatrice, composta dal prof. Dario Piccinelli, dalla dott.ssa Maria Luisa Corsi, dall’arch. Massimo Terzi, dalla prof. sa Mina Gregori e dal prof. Andrea Mosconi, con segretaria Maurizia Quaglia, Direttore del Settore Cultura, Musei e City Branding, esaminati gli elaborati sulla base di alcuni principi quali l’originalità del lavoro, la qualità del lavoro compiuto nonché la ricerca e l’uso delle fonti, con parere unanime, ha suggerito alla Giunta, che ha approvato, il conferimento del premio dell’importo di 550,00 euro a ciascuna delle seguenti tesi.

Relazioni familiari e politica nelle lettere di un’aristocratica lombarda: Teresa Ghirlanda Trecchi (1855-1866) di Federica Re (Tesi di Laurea Triennale in Storia, Università degli Studi di Milano – anno accademico 2010/2011, relatore professoressa Maria Luisa Betri) con la seguente motivazione:

L’elaborato di Federica Re delinea, attraverso un’attenta ed approfondita analisi documentaria, la figura di Teresa Ghirlanda Trecchi, milanese di nascita, sposa a Cremona del marchese Massimiliano Trecchi. Partendo dalle lettere inedite scritte da Teresa tra il 1855 e il 1866, particolarmente ai cognati Pietro Araldi Erizzo ed Alessandro Trecchi, conservate presso l’Archivio di Stato di Cremona, l’autrice sa cogliere con nitida vivezza di pensiero e di scrittura la complessa personalità della nobildonna, il suo mondo di affetti, di relazioni sociali, di interessi politici vissuti nel clima risorgimentale; ne emerge la ricchezza tematica delle testimonianze epistolari ed il loro ruolo non secondario nel passaggio del ricordo, che vengono dall’autrice collegate con maturità critica ad altre fonti inedite.

Le decorazioni cinquecentesche del convento degli Umiliati in Sant’Abbondio a Cremona di Stefano Macconi (Tesi di Laurea in Archeologia e Storia dell’Arte, Università Cattolica del Sacro Cuore di  Milano, anno accademico 2010/2011 – relatore professoressa Maria Grazia Albertini Ottolenghi) con la seguente motivazione:

L’elaborato di Stefano Macconi riassume con accuratezza e proprietà di linguaggio le vicende storiche artistiche del complesso decorativo, realizzato tra la seconda metà del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, nel convento di Sant’Abbondio, sede degli Umiliati in Cremona, per volere del preposito Gerolamo Landriani. L’autore dà un quadro puntuale degli studi sul tema, con opportuni riferimenti agli artisti operanti a Cremona.

Nel complimentarsi con i due ragazzi, già  impegnati anche in attività di ricerca e lavorative, e nell’augurare che le loro tesi siano pubblicate, il consigliere Luca Burgazzi ha sottolineato la valenza di questi contributi volti a fare conoscere la storia di Cremona, una città che ha un passato del quale andare fiera, un passato che va approfondito e studiato perché questa città può dare ancora molto e, soprattutto grazie all’impegno dei giovani, può e deve uscire da quell’isolamento nel quale ha la tendenza a rinchiudersi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Radice Quadrata

    Ma chi sono i premiati? Quelli in secondo piano?

  • Simone Sorce

    “Nel complimentarsi con i due ragazzi, già impegnati anche in attività di ricerca e lavorative, e nell’augurare che le loro tesi siano pubblicate, il consigliere Luca Burgazzi ha sottolineato la valenza di questi contributi volti a fare conoscere la storia di Cremona, una città che ha un passato del quale andare fiera, un passato che va approfondito e studiato perché questa città può dare ancora molto e, soprattutto grazie all’impegno dei giovani, può e deve uscire da quell’isolamento nel quale ha la tendenza a rinchiudersi.”

    Nel frattempo chiude il Bollettino storico cremonese, perchè la Camera di commercio della nostra città non ha abbastanza fondi da destinare alla pubblicazione; il Comune, in questa vicenda, pare d’altra parte totalmente estraneo e assente (una parolina non poteva essere spesa a riguardo????). Al consigliere, forse, preme di più la pubblicazione mensile delle proprie indennità e dimostrare la trasparenza del proprio agire, rispetto alla reale salvaguardia e tutela del patrimonio cittadino; difatti, se la sostanza delle proprie azioni è nulla e vane sono le mille parole di cui è tanto facile riempirsi la bocca – quando si amministra la cosa pubblica – , allora tutta questa trasparenza è meglio che non appaia proprio. Si occupino di Cultura per davvero: consiglieri, amministratori, politicanti. Basta con questi teatrini e queste cerimoniette.
    (Apprezzabile rimane l’impegno dei due ragazzi vincitori del premio, i quali, come è già stato fatto notare, risaltano in secondo piano nelle fotografie di rito. Stando alle immagini, pare quasi che il premio sia andato a Burgazzi..)

  • Sorcio Verde

    L’importante non è essere ma apparire….e mi pare pure brutto!