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'La segreteria Pd non faccia ingerenze in consiglio comunale'

Lettera scritta da Renato F., C. Chiappani

Rimaniamo sorpresi nel constatare che un organismo politico, quale la Segreteria cittadina del PD, intervenga su una questione che, di politico, non ha assolutamente nulla. Abbiamo reiteratamente domandato alla Presidente del Consiglio Comunale di dare attuazione al dettato dell’art.14 e dell’art. 15 del Regolamento dell’Assemblea di cui siamo membri. Non abbiamo mai ricevuto risposta, se non in forme, orali, che ci esimiamo dal riportare in un comunicato pubblico, giacché esporrebbero la Presidente al sospetto non già di “operare in modo strumentale o in ragione di un presunto interesse politico di parte”, come indebitamente scrivono i nostri compagni di partito. La esporrebbero al rischio di essere additata come inadeguata a ricoprire la propria funzione, per mancata conoscenza del Regolamento del Consiglio da lei presieduto. Tuttavia, desideriamo ribadirlo, noi auspichiamo che cessino le ingerenze politiche delle segreterie, anche di quella del nostro Partito, in quanto siamo in Consiglio Comunale per servire i cittadini di Cremona, che ci hanno eletto, e per concorrere a dare un buon Governo alla nostra Città. Per fare questo, lo abbiamo detto, noi stiamo con Matteo Renzi. Non stiamo certo dalla parte di quanti, nel PD, pretenderebbero di affossare l’azione riformatrice del Presidente del Consiglio, attraverso una quotidiana azione di guerriglia parlamentare, cercando di trasformare il voto su ogni provvedimento in un redde rationem dal sapore ultimativo. Pertanto, l’amica Simona Pasquali, ancorché sia di appartenenza bersaniana, rispetti gli inviolabili diritti e le inconcusse prerogative di eletti dai cittadini come noi, proprio perché di appartenenza renziana, dunque differente dalla sua. Lascino stare, gli amici della Segreteria Politica Cittadina del PD, questioni che non li riguardano, a meno che non intendano inverare (in concorso con la Presidenza dell’Assemblea Civica) il principio più illiberale di tutti: quello della rappresaglia politica.

Carla Chiappani
Renato Fiamma

 

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