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Confcommercio: 'Ora confronto sul centro Perplessità su più stalli per i residenti'

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Confcommercio chiede ufficialmente al Comune un confronto su viabilità e sosta in centro e il suo presidente locale, Fausto Casarin, si mostra perplesso sull’idea di cancellare gli stalli blu in diverse strade per destinare gli spazi ad aree di parcheggio per soli residenti.

“Da tempo, pur se informalmente, abbiamo chiesto al sindaco e agli assessori competenti un confronto dedicato alla revisione del Piano viabilistico e, di conseguenza, anche del Piano della sosta – dichiara Casarin -. Ci siamo mossi non appena hanno iniziato a circolare voci in merito alle linee progettuali che volevano una revisione della zona a traffico limitato. Fino ad oggi ci è stato ribadito che il documento sarebbe stato condiviso non appena completato. Un approccio comunque condivisibile. Ma che ora deve trovare legittimazione in un confronto costruttivo con tutti i portatori di interesse e con le associazioni di categoria del commercio in particolare. Anche per queste ragioni, come tangibile testimonianza di fiducia nel sindaco e nei suoi assessori, non abbiamo protocollato una richiesta ufficiale. La presenteremo (ora che il dibattito è arrivato anche sulla stampa) nella giornata di lunedì, dando forza alla raccolta di firme delle imprese”.

Serve grande attenzione sulla questione, sottolinea il presidente di Confcommercio Cremona: “Ritengo che la modifica della viabilità del centro sia un intervento complesso e da valutare in maniera approfondita. Partendo proprio da ciò che non ha funzionato e che dunque può essere migliorato. E di certo può essere utile anche l’esperienza dei commercianti, proprio per il loro conoscere e vivere la città quotidianamente, per accompagnarla in tutti i momenti del giorno (e della notte). Senza dubbio non poco del ‘futuro’ del centro commerciale naturale passa attraverso questa pianificazione. La prima questione è se Cremona possa sopportare un ulteriore ampliamento della Ztl. Noi che siamo, nelle statistiche che legano il numero di metri quadrati a traffico controllato al numero di abitanti ai primissimi posti in Italia. Così come non mi piace l’idea della ‘coperta corta’. Forse, dato il ruolo strategico di piazza Marconi, non serve pensare di dover necessariamente aprire, il giorno o la notte, i varchi per l’accesso al multipiano. Nelle fasce di apertura concorrono ad animare il centro tanto i negozi quanto i pubblici esercizi. Perché occorre per forza sacrificare gli uni o gli altri? Entrambi i comparti sono necessari per fare della città un luogo di aggregazione sociale”.

“La vitalità di un luogo passa anche attraverso la capacità di rispondere in maniera completa alle esigenze dei suoi fruitori – prosegue -. La fortuna dei centri commerciali sta proprio in questo. Ci sono i negozi ma anche i punti per la ristorazione, i cinema multisala, i centri estetici e quant’altro si può immaginare. Occorre che il centro di Cremona sappia fare altrettanto se davvero lo si vuole rilanciare. Con particolare attenzione ai giovani. Questo pur nel rispetto delle esigenze anche dei residenti. Riconoscendo però il giusto peso anche alle attese delle imprese e, pure, di chi semplicemente è ‘fruitore’ della città. Mi lascia, in quest’ottica, un po’ perplesso (ma riservo ogni giudizio all’esame del documento del Comune) l’idea di destinare i parcheggi nelle vie principali ai residenti. Cremona ha un problema drammatico di aree per la sosta. Gli stalli sono insufficienti, i prezzi troppo elevati. Riservare ulteriori spazi ai residenti (che peraltro pagano poco o nulla al Comune) rischia di portare al collasso del sistema. Soprattutto se si vuole ampliare l’area pedonale. Si devono valorizzare i parcheggi satellite, migliorare i bus navetta, creare nuovi spazi per la sosta dove è possibile”.

“Non vuole, il nostro, essere un veto – assicura Casarin -. Siamo d’accordo sull’urgenza di un piano di rigenerazione urbana per dare nuove prospettive al centro e non consegnarlo al declino. Ma si adottino politiche condivise e concertate. E ci si confronti su tavoli  snelli e operativi, forse ancora più agili dello stesso Duc. Per dare a Cremona un volto nuovo capace di valorizzarla sul piano turistico ma anche di rafforzare il senso di appartenenza in chi vi abita o vi lavora”.

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