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Viaggio della Memoria, 400 cremonesi in partenza per la 21esima edizione

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Nella foto, il memoriale alle vittime del campo di concentramento fascista di Gonars.

Martedì 400 cremonesi, tra studenti di Cremona, Crema e Casalmaggiore, dirigenti scolastici, docenti e cittadini,  partiranno per il 21esimo Viaggio della Memoria, organizzato dalla Rete di scuole superiori aderenti al progetto “Essere cittadini europei. Percorsi per una Memoria europea attiva”, con scuola capofila l’I.I.S. “Torriani”, diretta da Roberta Mozzi, e con Ilde Bottoli referente storico-didattico.

Il viaggio porterà i partecipanti nel cuore della storia italiana ed europea del Novecento, in quelle terre di frontiera che da sempre costituiscono la cerniera tra la parte occidentale e quella orientale dell’Italia e dell’Europa. L’iniziativa rappresenta la prima tappa del progetto triennale “La nuova guerra dei trent’anni in  Europa”, per far comprendere lo stretto legame tra la Prima e la Seconda guerra mondiale.

La prima fase condurrà i giovani a visitare Gorizia e il suo Museo della Grande Guerra. L’Isontino, di cui Gorizia era il cuore, fu teatro di ben undici sanguinosissime battaglie, a partire dal giugno 1915 fino alla dodicesima, la terribile rotta di Caporetto dell’ottobre 1917. La visita al Museo, allestito secondo i criteri della storiografia più aggiornata, sarà seguita da quella al percorso delle “topografie della Memoria” sui  luoghi della frontiera scomparsa, fra Gorizia e Nova Gorica, grazie all’ingresso della Slovenia nell’UE e nell’area di Schenghen. I giovani vengono così condotti attraverso un percorso storico giunge al superamento delle frontiere, grazie all’Unione Europea, inviando un messaggio di pace e di amicizia tra popoli e stati un tempo nemici.

Mercoledì 22 aprile la Slovenia e la sua capitale, Lubiana ospiteranno il folto gruppo cremonese. Sarà visitato il moderno Museo di Storia contemporanea che ripercorre la storia della Slovenia nel Novecento, a partire dall’impero asburgico passando attraverso le vicende drammatiche dell’occupazione italiana e tedesca durante la seconda guerra mondiale, il periodo della Repubblica Federativa Jugoslava di Tito, fino al dissolvimento della Jugoslavia e la nascita della Repubblica Slovena, nella Unione Europea dal 2004. Nel quadro della spartizione della Jugoslavia nell’aprile 1941, fu istituita la  Provincia di Lubiana, con amministrazione italiana fascista e occupata dal Regio esercito. Numerosi furono i crimini commessi ai danni della popolazione civile slovena e anche a quella croata, imponendo la snazionalizzazione forzata e la deportazione in massa nei campi d’internamento e di concentramento del regime. Il “Sentiero del Ricordo e della Solidarietà”, che sarà visitato dal gruppo, è stato creato ricalcando la “cintura di ferro”,  una recinzione di 41 chilometri di filo spinato fatta costruire dalle autorità italiane tra il gennaio e il febbraio 1942 lungo tutto il perimetro di Lubiana, con lo scopo di dividere la città dal suo hinterland e indebolire il movimento di resistenza sloveno. Oggi è stato trasformato in un anello verde che cinge la città e lungo il quale si svolgono molte attività cittadine, pur conservando i memoriali che sono stati eretti nel corso degli anni lungo il suo percorso. Al cimitero monumentale di Žale, dove furono sepolti numerosi caduti della prima guerra mondiale, sarà deposta dai nostri giovani una corona di alloro e una seconda sarà deposta a Gramozna Jama, la cava abbandonata dove furono fucilati dal Regio Esercito italiano numerosi ostaggi sloveni.

Giovedì 23 aprile il sindaco del comune di Gonars, in provincia di Udine, accoglierà nella palestra della scuola tutto il gruppo cremonese, accompagnato dal sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti e dal vicepresidente del Coordinamento degli Enti locali per la pace, Rosolino Azzali, sindaco di Corte de’ Frati. La storica Alessandra Kersevan illustrerà ai giovani la storia del campo di concentramento fascista che fu utilizzato dal 1942 fino all’8 settembre 1943. Il durissimo trattamento riservato agli internati e alle internate, la fame, le condizioni igieniche gravissime provocarono la morte di circa 500 deportati, tra i quali molti bambini. Molti dei deportati provenivano dal peggiore campo del Regio esercito, posto sull’isola di Arbe (Rab) in Croazia. Presso il memoriale Jugoslavo nel cimitero di Gonars, dove sono sepolti i resti delle 500 vittime slovene e croate, si terrà la cerimonia alla quale seguirà la deposizione delle corone.

Il progetto e il Viaggio della Memoria sono realizzati con il contributo di: Comuni di Cremona e Crema, Fondazione Arvedi Buschini, Cremona Fiere, Mondomusica, Coordinamento Enti Locali per la Pace, Anpi Soresina, Sig.a Silvia Rivetti in memoria del generale Guglielmo Barbò, vittima del campo di concentramento di Flossenbuerg.

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